Ed eccocci all'appuntamento settimanale, quello dedicato alla puntata di Masterchef 10.
E' vero, ho saltato la 9°, ma la settimana scorsa è stata un pò complicata, come avrete potuto capire dal mio post precedente e quindi non ho avuto ne modo, ne, tantomeno, voglia. Ma ora ho voluto riprendere e arrivo direttamente alla 10 anche se, se avrò tempo, recupero anche questa persa :-).
Allora per la puntata 10, avevamo la prima prova con i vari metodi di cottura e, in effetti, avrei anche voluto fare qualcosa, poi è arrivata la prova del riciclo del panettone e li, veramente ho pensato che quella era la mia prova ma....dove lo trovo un panettore a febbraio? E poi, a dire il vero, avevo già fatto un dessert proprio a tema, vi ricordate? Il gelato al panettone (che poi era come se avessi usato l'azoto liquido) e la tartatin (appunto la caramellizzazione in padella), proprio un dessert adatto alla prova (cliccate qui per vederlo).
Ma poi ho visto la mozzarella ripiena e allora ho deciso che quella era la mia prova!
Ed ecco il piatto che ho pensato
INGREDIENTI
Mozzarella
cavolo viola
panna da montare
cicale
prezzemolo
Pulire le cicale di mare e recuperare la polpa. Aggiungere un pizzico di sale, pepe e un filino di olio.
Stufare il cavolo e frullarlo con un goccio di panna e di limone (renderà il colore più brillante).
Mettere la mozzarella qualche secondo al microonde a farla sciogliere. A dire il vero Cannavacciuolo ha fatto questo procedimento e io ho replicato, ma in passato ho usato un altro metodo che forse ho preferito: mettere l'acqua della mozzarella in un pentolino e scaldarla. Metterci la mozzarella e aspettare che questa diventi malleabile. Mescolarla con una pinza, prenderla con le mani e ricavare un velo. Adaggiarlo sul piatto, mettere al centro la polpa delle cicale e chiudere a fagottino stringendo bene.
Mettere la crema di cavolo nel piatto e adagiare la mozzarella ripiena sopra.
Ed ecco l'interno, davvero ottimo!!
Con l'occasione ho fatto anche questa presentazione, sempre usando la cicala estratta dal suo carapace, a crudo.
E ora vediamo cosa ci aspetta questa sera con la nuova puntata :-), quale sarà il nuovo piatto??
Quando volete mettervi a dieta, non fate i soliti piatti deprimenti non saltate il pranzo, mangiando qualche galletta all'impiego...nooo.
Preparatevi un bel piatto gustoso come se foste in un ristorante stellato, studiatelo, dedicateci del tempo e, una volta pronto, impiattate come se fosse un quadro d'autore: vedrete che mi alzerete dal tavolo soddisfatti e sazi 😊❤😋😍
Giardino di carpaccio di baccalà
Carpaccio di baccalà con una maionese alla barbabietola
INGREDIENTI
Per la maionese
1 tuorlo
Succo di mezzo limone
Olio
Succo di barbabietola
Baccalà dissalati
Finocchietto
Tarassaco
Sale rosa
Fiori di lavanda
Finocchio
Arancia
Preparare la maionese come sl solito ma mettendo i nostri ingredienti
Levare la pelle del baccalà e farla seccare in forno.
Tagliare il baccalà dissalato a strati sottili e aggiungere un pò di succo di arancia
Tagliare il finocchio sottile a metterlo a macerare nel succo di barbabietola.
Impiattare spennellando alla base la maionese, adagiare il carpaccio in tre mucchietti e aggiungere un pò si sale rosa, le scorze di limone e gli altri ingredienti.
Ieri sono stata rimproverata un pò tra le righe, più che altro proprio palesemente, di trascurare un pò troppo il mio blog.
Io, alle volte, manco lo noto perchè, in effetti, quotidianamente, o quasi, pubblico foto di piatti su Facebook o su Instagram, come se tutti fossero social come me :-)!
Ok, avete ragione, questa tirata di orecchie mi ci voleva proprio :-), adessso cercherò di essere costante come prima e cercherò di coltivarmi il mio diario culinario con tutto l'amore che ci ho sempre messo.
Ma veniamo alla ricetta di oggi, che, oltrettutto, avete la possibilità di vederne anche il video.
Non so se avete capito, ma io non amo molto le salse, soprattutto maionese o cose varie, quindi, oggi, vi faccio un coktail di gamberi diverso dal solito, piu' fresco e sicuramente piu' salutare.
Ingredienti
Mele verdi
Yogurt greco
Gamberetti sgusciati (ho usato quelli di Blu ocean)
Pepe rosa
Prezzemolo
Paprica
Limone
Lavare la mela, tagliate la parte superiore e svuotare delucatamente la parte sotto.
Strofinare il limone nella mela per evitare che si annerisca.
Tritare il prezzemolo e aggiungere allo yogurt greco assieme alla paprica e alle zeste di limone.
Sbollentate i gamberetti e aggiungerli alla salsa.
Mettere il composto dentro la mela e completare con qualche ciuffetto di prezzemolo e pepe rosa
Che dire, un antipasto davvero sfizioso :-)
Se volete, potete vedere anche il video di questa ricetta così particolare cliccando qui ;.)
Buongiorno!! Oggi una ricetta davvero facilissima, ma molto buona.
Finalmente che i carciofi sono scesi di prezzo, possiamo sbizzarrirci un pò.
Questa è una ricetta davvero semplice da fare e soprattutto, senza cottura.
Poi la cosa che mi è piaciuta tanto è l'alternanza di consistenze e di sapori e la freschezza e inoltre, io adoro l'accoppiamento mozzarella e salmone, cosa che, un tempo, sarebbe sembrato assurdo.
INGREDIENTI salmone affumicato carciofi mozzarella di bufala campana pepe verde in salamoia sale aromatizzato al prezzemolo e scorza di limone songino Fare un'insalata di carciofi come ho fatto qui. Stendere la fetta di salmone affumicato e mettere la mozzarella di bufala e l'insalata di carciofi. Finire aggiungendo un pò di sale aromatizzato e il pepe verde in salamoia. Io ho voluto accompagnare gli involtini a del songino, o valeriana.
Buongiorno!!! Da voi?? Qui estate in pieno!! 25-30°, un clima bellissimo, da fare invidia, praticamente baciati dal sole quasi 365 giorni l'anno!! :-)
E visto che il tempo lo dice, oggi, vi posto la seconda ricetta del mio Fish cooking, come vi avevo già scritto qui , la caponata di pesce spada, davvero un classico della nostra cucina, che, stranamente, come ho potuto appurare al show cooking, alcuni non la conoscono!
E quindi, a questo punto, eccovi la mia ricetta :-) INGREDIENTI
punaruoru (pomodoro)
milinciani (melanzane)
cipudda (cipolla)
alivi (olive verdi salate)
accia (sedano)
capperi sotto sale di Pantelleria (quelli piccoli)
aceto
zucchero
pisci spata (pesce spada)
mentuccia
Tagliare le melanzane a dadini non troppo piccoli , metterle in acqua e sale per una mezz'oretta, scolarle e friggerle. Si dovrebbero usare le melanzane "nustrane" :-) ossia quella scura e allungata perchè è più compatta, mentre la "tunisina" quella tonda più violacea, tende più facilmente a sfaldarsi, ma io preferisco la seconda perchè è più dolce ;-).
Affettare abbondante cipolla e soffriggerla con l'olio. Quando è cotta, aggiungere il pomodoro, fresco, passato, il sedano tagliato a piccoli pezzi, le olive verdi snocciolate, i capperi dissalati in acqua e finire la cottura.
Tagliare il pesce spada a dadini e friggere leggermente in una padella.
Aggiungere le melanzane fritte, mezzo bicchierino di aceto al quale avrete aggiunto dello zucchero, mescolare bene e per ultimo il pesce spada continuando per qualche altro minuto.
con questa canzone voglio farvi vedere anche questo video di una canzone stupenda, riporto:Il disco fu inciso all'epoca contemporaneamente in 78 e 45 giri. Il brano, "Lu pisce spada" (in altre reincisioni Modugno lo ha intitolato 'U pisci spada) invece si riallaccia ai brani di Modugno più direttamente legati alla tradizione popolare e dei cantastorie, che furono del resto la sua prima esperienza musicale, come dichiarato da lui stesso:
« Una notte, quando avevo tre anni, fui svegliato da un suono bellissimo, che solo in seguito decifrai come il canto di un carrettiere: fu la mia prima esperienza musicale, quella per me fu la "musica" per molto tempo. Per questo ho iniziato a cantare con quelle canzoni: il cantastorie stava dentro di me, non era una scelta precisa »
La storia narrata è nota: è la tragica storia d'amore di una coppia di pesci spada. La femmina è stata catturata durante la mattanza ed esorta il compagno a salvarsi, ma il pesce si lascia catturare per morire con lei. L’autore ha spesso riferito in interviste di essersi ispirato ad una storia vera, letta in un giornale; all'inizio dell'esecuzione Modugno ripete le tipiche accalorate incitazioni dei pescatori siculi…
Buongiorno!! No, non sono sparita :-) ho solo avuto tanto fare e quando non l'ho avuto, ho avuto tanta voglia di.....non far nulla!!!
Vabbè ma poi passa e....nell'attesa, ecco questo buonissimo piatto!!
Da noi in Sicilia la cucina in agrodolce è un classico. Poi, invece, ho scoperto che quello che per noi è un classico, appunto, della cucina, lo è anche per la cucina veneziana, solo che da noi si chiama in agrodolce, al nord....in saor :-), ma alla fine sempre la siamo!! E' proprio vero che in cucina le distanze si accorciano!
Questa volta, però, anzicche le classiche sarde, ho voluto provare con il merluzzo e il pistacchio: davvero ottimo!
INGREDIENTI
Filetti di merluzzo
farina di pistacchio
cipolla bianca
mezzo bicchiere di aceto
1 cucchiaio di zucchero
passolina e pinoli
Passare i filetti di merluzzo nella farina di pistacchio e friggerli in una padella con un poco di olio.
Tagliare la cipolla e soffriggerla con olio a fuoco lento. A cottura quasi ultimata, aggiungere la passolina ammollata e strizzata, i pinoli tostati e l'aceto in cui avrete fatto sciogliere lo zucchero, alzate la fiamma e fate evaporare.
Una volta cotto, versare la cipolla sui filetti si merluzzo. lasciare raffreddare e mettere in frigo.
Buongiorno!!! Oggi mi sento così....un pò chef!! :-) Alle volte è vero...mi sa che guardo troppi programmi di cucina e poi voglio riproporre quello che, purtroppo, non posso mangiare andando in ristoranti di un certo livello.
Si perchè, non so voi, ma una volta che arrivano i bambini, in una casa, vuoi o non vuoi, o non si va più a mangiare fuori, o comunque molto meno e quando si va, si finisce sempre per andare a mangiare una pizza!! .-)
Per carità, non voglio disprezzarla, io adoro la pizza, ma vuoi mettere un bel piatto di alta cucina, di quelli che devi mangiare lentamente, molto lentamente, perchè ogni boccone ti costa 10 euro??!! :-) :-)
Vabbè allora oggi, visto che Leonardo, sempre lui, il mio pescivendolo di fiducia, aveva questo bel gambero rosso e io mi fido solo di lui per mangiare il pesce crudo, mi son fatta sto piattino niente male.
A dire il vero il piatto l'ho un pò copiato da uno che avevo visto nella trasmissione, che peraltro adoro, di Alessandro Borghese, 4 ristoranti, ma solo come estetica e per il fatto che era carpaccio, poi me lo sono taroccata a mio piacimento .-).
Ed eccolo!!
INGREDIENTI per persona
6-8 gamberi rossi
olive salate dolci
pepe rosa e verde in salamoia
finocchi (se non è tempo, misticanza di stagione) sale aromatizzato al prezzemolo e lime
fiori di tarassaco
limone
olio
Per prima cosa denocciolare le olive, tagliarle a meta e metterle in forno a 100°. Appena saranno abbastanza secche, tritarle al mixer e rimetterle in forno, a 90° fini a che si sarà asciugato e frullarle nuovamente.
Pulire il gambero e metterlo dentro una busta e schiacciarlo delicatamente con il batticarne, dandogli la forma che vorrete.
Tenere il carpaccio così ottenuto per un'oretta in frigo (anche una mezz'oretta in congelatore se volete.
Pulire il finocchio e affettarlo sottilmente. Condire con un battuto di olio e limone.
Preparare il piatto, levare il carpaccio dal frigo e staccare il foglio superiore della busta, adagiare nel piatto e levare l'altra parte.
Con il nebulizzatore, se l'avete, irrorare con poco olio.
Adagiare al centro l'insalatina di finocchio, spolverare con del sale aromatizzato alla zafferano e peperoncino.
Finire il piatto con la granella di olive nere, il pepe rosa e verde e qualche fogliolina di tarassaco.
Spolverare con del sale aromatizzato al prezzemolo e lime e, se volete, qualche goccia di limone.
(laralalalalalallala, laralalalalalallala, laralalalalalallala, laralalalalala, la ra la la) Si circundata tutta di lu mari. (oh oh oh oh) e si vistuta d'oru e di lu suli. li furasteri venunu a migghiara picchì di tia su troppu 'nnammurati, e vannu pi Catania e Palermu, pi gh'Aci Taummina e Sirausa, pi l'Etna, Agrigentu e pi Missina, truvannu suli e ciuri e antichità! Sicilia mia Sicilia, si vera 'bbedda assai, Sicilia, mia Sicilia, iu non ti lassu 'cchiù: 'cca 'ssulu si 'po sentiri prufumu supraffinu di gessuminu e zagara 'ca 'nnammurari fa. coro: (la ra la la la la la lla la, la ra la la la la la lla la la ra la la la la la lla la la ra la la la la la, la ra la la), Tu si la terra di la primavera,(oh oh oh oh) l'aranci alivi e mennuli ciurusi,(la ra la la), li marranzani cantunu ogni sira, facennu li 'cchiù belli sirinati. Tu si la terra di la tarantella, ca metti 'ntra lu cori l'allegria, è risaputu ormai ca cu l'abballa, si senti chinu di felicità. Sicilia, mia Sicilia, si vera bedda assai, Sicilia, mia Sicilia, iu non ti lassu 'cchiù. 'Cca 'ssulu si 'po sentiri prufumu supraffinu, di gessuminu e zagara 'ca 'nnammurari fa. 'ca 'nnammurari fa.
Tutta la Sicilia in un piatto accompagnato da una canzoncina popolate :-).
E in attesa di decidere il vincitore del mio contest "geografia in tavola" ecco una ricetta proprio in tema, anzi, la ricetta per eccellenza, una ricetta presente anche nel contest :-).
Quante ricette ci saranno di questo piatto tradizionale siciliano, chissà quante versioni giuste e quante versione sbagliate ci saranno, chissà quante versioni anche "polentone" :-) di qualche pseudo cuoco piemontese che li spacciano per tradizionale :-)!!
Ma poi, chissà dove sta la ricetta quella vera, quella originale, credo sia impossibile stabilirlo.
Devo dire la verità, quando, qualche settimana fa, mi chiesero di fare un intervento telefonico in un programma alla radio, su questo piatto, ne fui lusingata e subito accettai, ma poi, a freddo, mi resi conto che, questo piatto, l'avevo sempre mangiato, io l'adoro, ma non l'avevo mai preparato se non, una sola volta e non da sola.
Come avrei potuto fare un intervento su una cosa di cui ero tanto preparata "gustativamente" ma molto meno praticamente??!!
Allora decisi di fare un giro di telefonate a persone che ritenevo ferrate in questo campo: mia cugina senoncchè mia commare Giusy che le prepara in maniera divina e mia sorella Patrizia, una vera guru della cucina: risultato??? entrambe le facevano in maniera diversa. Faccio un giro su internet e, anche se tutte somiglianti, qualcosa di diverso c'era in tutte.
Allora, alla fine, ho deciso di prendere, quello che ritenevo il meglio di tutto quello che avevo assorbito e di dare anche qualcosa di quello che IO ritengo di aver imparato in cucina. Risultato???? Modestamente, le sarde a beccafico più buone che abbia mai mangiato, detto anche da Tommaso e mia sorella Laura che è mooolto critica :-).
Ma prima di venire alla ricetta, sapete perchè si chiamano così???? Si dice che, "a tempi antichi", i nobili adorassero imbandire le loro tavole con sontuosi piatti e cibi prelibati, tra cui un tipico volatile locale, bello panciuto perchè amava cibarsi di fichi (ecco il nome "becca fichi") che veniva cucinato al ritorno delle loro cacce. Il popolo, invece, che viveva soprattutto di agricoltura e pesca, non poteva che permettersi quello che la natura gli offriva e in particolar modo, le sarde, il nostro pesce azzurro, povero ma ricco di nutrimenti, per eccellenza. E proprio per farlo somigliare a quegli uccelletti che adornavano le tavole dei ricchi, veniva riempito della cosa più economica che avevano a disposizione, ossia "a muddica sicca" (mollica del pane secca) e per rendere la cosa più veritiera, lasciavano la coda della sarda per dare l'illusione che fossero le penne dell'uccello.
Ma voi sapete che questo piatto è uno dei più conosciuti al mondo??? Grazie, comunque, anche ai racconti affascinanti del nostro amato compatriota Camilleri che ha sempre puntato un occhio alla nostra cultura culinaria ;-).
INGREDIENTI
sarde freschissime
passolina e pinoli (uva passa ma più secca è tipica siciliana)
cipolla
prezzemolo
mollica fresca e secca
alloro
pecorino
parmigiano
limone
olio-sale-zucchero
Levare la testa e le viscere delle sarde, aprirle a libro e levare la lisca lasciando la codina (per dare l'effetto uccelletto) e un pezzettino di lisca (questo è un segreto che mi ha svelato Giusy e poi vi dirò a che serve), lavarle bene e metterle a scolare bene.
Soffriggere la cipolla, aggiungere la passolina ammollata e strizzata, i pinoli tostati precedentemente e la mollica fresca. Fare "atturrare" la mollica (la mollica atturrata è uno dei preparati che si usa frequentemente nella cucina siciliana, in tante ocasioni, come negli involtini di carne o in quelle di melanzane o per tante altre cose e consiste, appunto, nel tostare la mollica con l'aggiunta di olio, sale e un pò di zucchero). Aggiungere la mollica secca, il pecorino, il parmigiano, pepe e il prezzemolo. Aggiungere ancora qualche cucchiaino di zucchero, il succo del limone e un pò di scorza grattugiata, fare atturrare per qualche altro minuto, spegnere e far raffreddare un pò. A questo proposito, voglio precisare che molti aggiungono la scorza dell'arancio e il suo succo, ma io preferisco il limone ;-). Un altra sostanziale differenza che ho trovato è che, in molti, fanno tutto a crudo, ossia non soffriggono la cipolla e non atturrano la mollica, ma io lo trovo proprio sbagliato.
Prendere la sarda "all'inguata" (ossia aperta a libro), poggiarla nelle mani, mettere sopra la mollica per tutta la superficie e pigiare bene. Arrotolare la sarda su se stessa cominciando dalla parte più larga, lasciare la codina fuori e chiudendo l'involtino infilzando la lischetta che avevamo lasciato alla sarda in modo da tenerla bloccata (ecco a cosa serviva ;-))
Passare l'olio in una pirofila e adagiarle mettendo tra una srda e l'altra delle foglie di alloro e qualche fetta di limone.
preparare un battuto di olio, limone, zucchero e sale e irrorare un pò.
Mettere in forno fino a che non saranno ben dorate.
Lo so, sembrava più semplice, ma fare le sarde a beccafico, per noi siciliani, non è come cucinare un qualsiasi piatto, no, fare le sarde è un rito, che va meditato, sentito, riverito e gustato :-).
Ovviamente questo piatto è buono caldo, ma soprattutto tiepido e freddo, infatti, spesso, viene preparato con largo anticipo.
Scusate se mi sono dilungata troppo in chiacchiere, ma quando un piatto non è solo un qualcosa da gustare ma è soprattutto cultura, è sempre bello spendere qualche parola in più, non credete??!!!
Ed eccole nella versione in chiave moderna
i finger food siculi ...certo che "finger food siculi" non si può proprio sentiri: "saidi a feccaficu ri manciari chi manu" ecco la dicitura corretta!!! :-)
Alla prossima specialità sicula e mi raccomando: diamo spazio alle nostre ricette tradizionali!! ;-)
E per portare avanti le nostre tradizioni vi regalo un bel brano dei nostri Tinturia
Questa è una ricetta pensata per il concorso Pomì D'Autore e devo dire che la sua riuscita è stata davvero fantastica!! Molto probabilmente, se non fosse stato per questo concorso, questa ricetta non l'avrei manco pensata :-), e, anche se l'avessi pensata, l'avrei fatta, molto probabilmente, solamente con la burrata, proprio perchè amo i sapori bianchi e non rossi :-), anche la pizza, mi piace molto bianca :-), ma fatta così, alla fine, mi è piaciuta davvero tanto, sicuramente l'acidità del pomodoro non stava male, anzi!! E poi, grazie a questa ricetta ho capito che la burrata mi piace, ma non mangiata così com'è, ma sciolta ;-).
Ma ora andiamo a vedere questo piatto!
INGREDIENTI
Pomodori a cubetti Pomì
cipollotti
spicchio di aglio
spatola sfilettata
burrata
pistacchio di Bronte
pomodorini
passolina e pinoli
mollica fresca
pane di Altamura (o un altro bel pane casareccio).
In un padellino, tritare un pò di cipollotto e far soffriggere leggermente con l'olio. Aggiungere la passolina e i pinoli e dopo un pò, qualche pomodorino tagliato a piccoli pezzetti. Appena i pomodorini si saranno appassiti, aggiungere la mollica e tostarla leggermente. Prendere i filetti di spatola (è un tipico pesce locale, ma forse è come il pesce sciabola), stenderli in un piano, mettere un pò di mollica condita e avvolgere su se stessi, fermando con uno stuzzicadenti. Bagnare gli involtini così otteniti con dell'olio e passarli nei pistacchi sbriciolati. Mettere in forno fino a cottura. Intanto preparare la salsetta di pomodoro. In un pentolino, soffriggere un pò di cipollotto e uno spicchio di aglio in camicia che toglierete appena cotto, aggiungere i cubetti di pomodoro Pomì e farlo cucinare. Appena sarà tutto cotto, prendere la burrata, metterla in una ciotolina assieme al suo liquido o sensa se la volete più densa e metterla al microonde per qualche secondo (oppure farla sciogliere a bagnomaria). Mescolare bene fino a che avrete una bella crema, densa, ma non troppo. Tagliare a fette il pane e tostarlo nel grill. Mettere alla base la polpa di pomodoro creando un solchetto al centro, coprire questo solchetto con la burrata e adagiare gli involtini di spatola.
Una vera meraviglia!! Si può servire sia come antipasto che come secondo o per una cena leggera.
Buonissimi!! E con la scusa che potevano mangiare con le mani, visto che trattavasi di bruschetta :-), le mie bambine ci hanno fatto la festa e si sono leccate anche le dita :-): approvate!!!
Tutte le mamme si lamentano che i loro bimbi non mangiano il pesce o non mangiano le verdure.
Io, a dire il vero, non posso lamentarmi, loro mangiano di tutto e amano molto la frutta e anche le verdure e la mia piccolina, ama pure tanto il pesce a patto però, che lo faccia arrostito e bagnato con tanto olio e limone (fino a che non avrà problemi di linea, ben venga!!!) :-).
Però, ogni tanto, bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, anche perchè, alla mia principessa, se oggi faccio del pesce, non posso fare la stessa cosa il giorno dopo (tutta su padre!!) e quindi, lo stesso ingrediente me lo devo reinventare.
E ieri, mi sono reinventata questo piatto con il pezzo di spatola che mi era rimasto del giorno prima (che poi, è sfacciatamente ispirato a quei cosini surgelati): mooooolto buono!!! E le bambine hanno tantoooo gradito!!!!
IMGREDIENTI
Pesce (io ho usato la spatola)
1 patata
1 carota
1 piccola zucchina
cipolla
mais
sale
1 uovo
pane fresco o pancarrè
pan grattato
Ho messo la patata al microonde fino a cottura (davvero pochi minuti)
Ho grattuggiato tutte le verdure e la cipolla e ho cotto leggermente in padella, giusto il tempo di appassire a aggiungere il mais. Nella stessa padella, far cucinare il pesce.
Schiacciare la patata e aggiungere le verdure, il pesce, un uovo sbattuto e del tost sbriciolato tanto quanto basta per dare la giusta consistenza.
Mettere del pangrattato nel piatto e riempire le formine. passare anche il lato superiore e sformare.
Posizionare nella teglia le formine così realizzate e spruzzare con dell'olio.
Mettere in forno fino a che saranno ben dorate. Ovviamente sarebbero ancora più buone fritte ma evito il più possibile la frittura ;-)
Ed eccole, carine e moooolto accattivanti...penso che anche il bambino più ostinato non potrebbe fare a meno di mangiarle.
Ovviamente hanno insistito nel mangiarle in tutte le forme e la mia più grande soddisfazione è stata quando la mia principessa, la sera, ha detto al papà che mamma aveva fatto le formine di pesciolino e verdure come quelle "comprate" solo che quelle comprate le fanno venire da vomitare quelle di mamma erano buonissime ....che meraviglia!!!!
Si possono fare anche senza il pesce, se volete.
uesta è la prima volta che adotto il metodo della cottura a vapore....è da 15 anni che ho sti dischi per poterla fare, ma sono state lì, fermi, immobili ed inutilizzati, a prender spazio nella mia dispensa. E chissà quanto lo sarebbero rimasti se non mi fosse arrivata una mail su un concorso che Gambero rosso, in collaborazione con una nota marca di forni a vapore, organizzava sulla cottura, appunto, a vapore. e mi potevo far mancare anche questo???
Certo, non è stato facile entrare nell'ottica della cucina a vapore e infatti, sono riuscita a cuocerci solo dei gamberetti e delle patate....non mi è venuto null'altro in mente :-)
1. Preparare un brodo vegetale con carote-cipolla-sedano-pepe in grani.
2. Pulire i carciofi, tagliarli a spicchi e lasciarli qualche minuto in acqua acidulata. In una padella soffriggere il cipollotto e l'aglio in camicia, mettete i carciofi scolati e far stufare con un coperchio. Una parte degli spicchi friggeteli in olio caldo per la decorazione.
3. Nella pentola a vapore mettere dell'acqua di mare (o acqua salata) e cucinare i gamberetti e le patate sbucciate e tagliate a fette.
4. Tagliare a metà i pomodorini, metterli sopra il pane tagliato a fette non troppo spessi, condire con olio, sale, pepe, prezzemolo e finire con lo zucchero, Metterli in forno, quando si saranno dorati, schiacciatele una parte e insaporire bene le fette di pane.
5. Frullare i carciofi con le patate aggiungendo il brodo vegetale quanto basta a creare una crema compatta.
6. Comporre il piatto, mettere la crema di carciofi sul fondo del piatto, i crostini con i gamberetti e la polvere di melagrana. Finire il piatto mettendo un paio di pomodorini caramellati, gli spicchi di carciofi fritti e un filo di olio a crudo
Devo dire che è venuto un piatto davvero buonooo e gustoso!! ma non so se la cottura a vapore abbia così poi influito nella sua buona realizzazione :-)
vabbe, non c'è dubbio che i gamberetti cotti a vapore mantengono integri i sapori ma anche tutte le loro proprietà, almeno quello non ci piove :-)
Riporto dal sito Benessere.com le caratteristiche della cucina a vapore ;-)
La cottura al vapore è considerato il sistema il più sano e "dietetico".
In questo modo il cibo cuoce grazie al calore umido dell'acqua in ebollizione, evitando il contatto diretto dell'alimento con l'acqua, riducendone così al massimo l'effetto solubizzante; inoltre i cibi cuociono a temperature relativamente basse, inferiori ai 100 gradi, se non si usa la pentola a pressione: si hanno così perdite bassissime di vitamine e minerali, ed i cibi mantengono pressoché inalterati i sapori e gli aromi.
La cottura al vapore permette infine di evitare o limitare al massimo l'uso di condimenti, che in ogni caso, a causa della bassa temperatura, non cuociono mantenendo così le preparazioni molto più leggere e digeribili.
In commercio troverete numerose attrezzature per la cottura al vapore: dalle pentole apposite con cestelli sovrapponibili, piuttosto costose, ai cestelli in bambù della cucina cinese (reperibili nei negozi "etnici"), fino a pratici ed economici cestelli ed accessori che potrete trovare in qualunque supermercato.In realtà qualunque recipiente può essere adattato a questo metodo di cottura, purché sia dotato di coperchio con buona tenuta. Se non disponete di accessori appositi potrete utilizzare dei piatti o delle scodelle, avendo l'avvertenza di tenerli sollevati dal fondo della pentola con una griglia o altro.
In ogni caso, qualunque "attrezzo" usiate, seguite alcune regole fondamentali:
l'acqua (o altro liquido) non deve toccare i cibi: appoggiate quindi il cestello prima dell'ebollizione per verificarne il livello; se il cestello non ha i piedini, sollevatelo dal fondo della pentola con un distanziatore (una griglia, un sottopentola o un piattino andranno benissimo)
fate attenzione però a non usare troppo poca acqua, che potrebbe evaporare completamente durante la cottura;
quando il liquido bolle sistemate il cibo nel cestello, posatelo con delicatezza nella pentola
chiudete con il coperchio in modo che l'acqua continui a bollire facendo circolare uniformemente il vapore (se alzate il coperchio nel corso della cottura, fate attenzione a non scottarvi con i vapori bollenti);
usando cestelli separatori o più cestelli sovrapposti potete cucinare più cibi contemporaneamente; fate però attenzione ai tempi di cottura, che possono variare anche sensibilmente da un alimento all'altro, e non cuocete assieme cibi dai sapori molto decisi o che non si combinano tra loro.