giovedì 6 settembre 2012

Fusilli Finger food al pesto di mozzarella



Sono un pò contraria a mettere la pasta nei buffets o farci dei finger food perchè a me la pasta piace calda :-) e in un finger food, penso sia difficile poterci realizzare qualcosa di carino.
Alle volte vedo in giro dei finger food che penso non rispecchino il vero senso che hanno, quanto meno, non quello che gli dò io: il finger food non deve essere una piccola porzione di un piatto normale, non feve essere una porzioncina di pasta levata da un piatto o da una teglia e messa li in un piccolo piattino o in un bicchierino, il finger food deve essere studiato, deve essere pensato e poi composto proprio a misura ;-)
E proprio perchè sto partecipando al contest di Atmosfeta Italiana in collabborazione con la pasta Integrale Benedetto Cavaliere, che ho pensato a questi finger food e in effetti, devo dire che, il mio pensiero iniziale, la mia contrarietà, è stata superata :-)
Il primo l'avete già visto, ecco il secondo

INGREDIENTI
Fusilli Integrale Bio Benedetto Cavalieri
pesto di mozzarella
pomodorini
mozzarella di bufala
basilico

Cuocere la pasta, scolarla ben al dente e metterla in una ciotola con l'olio, una dadolata di pomodorini, sale e pepe.
Con le mani, sfaldate la mozzarella di bufala facendola a pezzetti e fatela scolare bene.



In un bicchierino da finger food, io ho usato quello di Atmosfera italiana, mettere alla base il pesto di mozzarella, infilzare i fusilli e finire con la dadonata di pomodorini, la mozzarella e una foglia di basilico.

Ed ecco un altro finger food, fresco e facile da fare ;-)





Per votare questo piatto cliccare qui  e poi su Mi piace della foto ;-)
Grazie!!!

mercoledì 5 settembre 2012

Pesto di mozzarella



Questa estate, a "Lido Fondachello" la proprietaria ha fatto una cosa davvero carina, ha creato una specie di biblioteca del Lido dove lei mette a disposizione dei libri per passare un pò di tempo sdraiati al sole ma ha anche chiesto a noi clienti se volevamo partecipare portando dei libri in prestito, per uno scambio.
Io, dall'altro della mia cultura e soprattutto dall'alto della mia voglia di farmene, sapete che cosa ho preso da leggere??? La rivista di Antonella Clerici, la Prova del cuoco :-), ma daiiii, ma si può....quasi mi vergognavo a chiedere l'unica rivista eppure leggera che c'era nella libreria :-) .....ma è un chiodo fisso, per me, la cucina :-) o proprio non riesco più a leggere un libro????  E dire che prima di sposarmi ne leggevo tanti!!!
Comunque, anche se ho sempre un pò snobbato questa rivista.....vabbè lo devo dire, scusa Antonellina, :-), devo dire che non l'ho trovata male: ricette semplici ma carine e tra queste ne ho trovate 2, già provate :-).
Questa, ovviamente, l'ho modifico un pò :-), ho solo preso l'idea del pesto della mozzarella e devo dire che è venuta una sorta di crema davvero gustosa e adatta a diversi usi: su una bruscetta, sulla carne, sulla pasta, insomma un buon accompagnamento, fresco, gustoso e veloce da fare ;-).

INGREDIENTI
mozzarella
basilico
pomodoro secco
pinoli
olio
sale
pepe

Taglire a pezzi la mozzarella e far sgocciolare bene.
Ora, se vi sentire, pestate prima il pomodoro secco e poi, aggiungendo il resto, continuare a pestare, aggiungendo olio, oppure, se il caldo vi fà fare cose che altrimenti non fareste mai :-), mettete tutto nel bicchiere e date di mixer ad immersione :-), non sarà certo la stessa cosa, non sarà un pestosarà più una cremina, ma sarete perdonati, solo se fa caldo, però :-).


Ed ecco il vostro pesto/crema




martedì 4 settembre 2012

Finalisti contest: piatti salati tradizionali

Lo so che sto perdendo troppo tempo per decidere i vincitori del mio contest, ma, prima ho avuto tanti impegni, poi c'è stato di mezzo Agosto, il mare, il caldo :-) e ora si ci mette l'indecisione su quale ricetta scegliere!! Dopo averne selezionate 50, a faticasono arrivata a 30 e ora, taglia che ritaglia, sono a 19....cavolooooo, come ci arriverò a sceglierne 1!!!!
Ma siccome voglio dare soddisfazione anche alle ricette che non vinceranno, nonostante mi son piaciute davvero tutte, quantomeno, vi faccio vedere quelle che proprio mi stanno dando il tormento :-), almeno, quelle che non sceglierò, saprete che mi sono piaciute davvero tanto!!
 Cliccando sulle foto troverete i collegamenti ai blog

Che dire di queste prime tre ricette: parlano da sole!! Ci sono proprio tutti i colori e i sapori della nostra terra dal nord al sud esole comorese :-): adoro il pane carasau e mi piace utilizzarlo in tanti modi e questo mi sembra davvero un bel modo; e la zuppa?? un piatto rilassante se è poi accompagnato da una polenta croccante!!!! La panzanella??? Che dire,l'adoro, fresca e colorata!!

  Pane frattau

Questi, che dire di questi, i primi hanno tutto il sapore della mia sicilia, un piatto povero ma schisito, il secondo, a parte che adoro il coniglio, mi ha tanto affascinato il racconto di quest'allevamento in fossa che, sembra un pò crudele, ma ha un suo fascino e sicuramente un suo perchè; il terzo...bhè proprio un classico della nostra cucina che vorrei tanto mangiare in loco :-)


Anche queste foto parlano da se!! Un classico siciliano che non stanta mai e che non è mai banale nella sua semplicità; il secondo, non ho da dire nulla tranne che cela un secondo piatto nello stesso primo :-) e il terzo....un connubbio davvero partcicolare che vorrei testare :-)

 

il primo piatto lo conosco, l'ho cotto e mangiato :-) e devo dire che è davvero un buon cibo "da strada" così come latrerza foto che è proprio l'essenza della nostra Sicilia. Il fegato...cavolo, mia mamma me lo faceva mangiare sempre e io non sapevo fosse una specialità veneta :-): buonissimo!!

  2

Del primo piatto ho adorato tutto il procedimento, quasi una venerazione, un rito, affascinante :-); il secondo....mamma mia quanto saranno buoni, di quei piatti che tu friggi e non ne trovi mai sul piatto perchè c'è qualcuno che li mangia prima che si freddino :-); il terzo....adoro il macco e questo connubbio ma anche il modo di cottura e ii mezzo :-) mi hanno affascinata

 

Che dire....la famosa "pappa al pomodoro" che tanto volevo mangiare in Toscana ma che non sono riuscita a fare :-) e questa schiacciata: semplice, tanto semplice quanto sicuramente buona, come la gran parte dei piatti poveri tradizionali

La pappa al pomodoro un piatto tipico della cucina toscana

per finire, che dire delle sarde a beccafico, un cult della nostra Sicilia, uno spaccato di cultura :-) e, opposto :-), lei, la polenta, anzi, sua maestà la polenta che, da buona Siciliana :-), adoro!! Poi, presentata così è davvero una golosità!!



E ora??? Datemi qualche altro giorno!!! :-)

sabato 1 settembre 2012

Geometria di frutta: tutto su una buona cheese cake fredda



E visto che fuori piove dopo non so quanti mesi di siccità, afa, caldo, umidità e chi più ne ha più ne metta, un'estate da dimenticare sotto il profilo meteorologico!!!! Però, si è vero che piove ma......Antoooooo....fà caldo!!!! :-) Dicevo, visto che piove e non si va a mare, vi dedico questa eccezionale (modestina, la bambina...) cheese cake fredda....ultimi scorci di un'estate calda???? Ma cchèèèèè, ci saranno ancora tante giornate calde e tante ricette fredde per me e per voi, se lo vorrete...ma anche se no!!!
Io adoro questo tipo di torte, soprattutto in estate: freschissime e cosa importante, non bisogna accendere il forno. Però, fare una cheese cake non è proprio così semplice, la mia amica, per esempio, ne ha fatta una presa su internet e l'ha dovuta mangiare con il cucchiaio, all'apertura del cerchio, è andata tutta giù. Oppure può capitare che si sentono, in bocca, pezzetti di colla di pesce...e non è il massimo.
Questa cheese cake è stata la prima che ho pensato e realizzato per il concorso Philadelphia, quella in cui ho vinto il buono da 100 euro, solo che proprio questa che è stata pensata e realizzata apposta più pomposa per il concorso, non l'ho postata!! Si, perchè avevo apuntato gli ingredienti nel mio bel guadernetto degli appunti, ma non lo trovavo, poi prendevo tempo, pensavo scadesse dopo e invece, nel frattempo il concorso è scaduto e questa non l'ho inserita.
Vabbè, ora è venuto il momento di darle la soddisfazione di esser vista, in tutto il suo splendore...accontentatevi di quello visto che del sapore ce ne siamo accontentati solo noi e altre 10 persone che l'hanno gradita!!
.......sto notando che, le mie ricette sono sempre più precedute da lunghi monologhi (si dice così anche quando si scrive), comunque, se comincio a diventare pesante, basta cominciare a leggere i miei post dopo la scritta: Ingredienti :-)
Ecco, appunto

INGREDIENTI
250gr di philadelphia
80gr di zucchero (ma dipende da diversi fattori: se usate panna fresca o vegetale già zuccherata, al tipo di yogurt e al vostro gusto)
500gr di yogurt, io ho usato quello alla fragola
250gr di panna fresca
14 gr di colla di pesce

Per la base300gr di Digestive
150gr di burro


Per la decorazione finalefragole circa 300gr
limoni
zucchero circa 100gr
colla di pesce 6 gr
frutta fresca
2 foglie di mentuccia
1 bustina di Tortagel

Per prima cosa mettere il burro in una ciotola, farlo sciogliere al microonde e farlo freddare un pò. Pestare i
biscotti e aggiungere il burro mescolando bene. Coprire la base della vostra tortiera, con il cerchio apribile, con i biscotti e con un cucchiaio pressare bene e livellare i biscotti. Mettre in frigo in modo che di indurisca per formare una bella base solida e compatta.
Far ammollare i fogli d gelatina in acqua fredda.
Mettere la Philadelphia in una ciolota con lo zucchero e frullare in modo che si crei una sorta di crema.
In un altra ciotola capiente, mettere lo yogurt a temperatura ambiente se è troppo freddo, mettetelo pochi secondi al micro altrimenti rischiate nel passaggio successiovo.
Scolare l'acqua che vi sarà rimasta dalla ciotola con la colla di pesce e, senza strizzarla, mettetela pochi secondi al microonde fino a che si sarà sciolta ma cercando di non farla scaldere troppo, perderebbe parte del suo potere addensante. Versate questo liquido, delicatamente, dello yogurt intiepidito, mescolando delicatamente. Il fatto di non mettere questo liquido nello yogurt freddo da frigo, vi assicurerà che non si formino grumi di colla di pesce per lo sbalzo di temperatura.
Aggiungere la crema di Philadelfia e la panna montata morbida.
Mescolare il tutto delicatamente, rivestire i bordi della vostra tortiera a cerniera con dei fogli di acetato che vi permetteranno di lasciare i bordi ben a vista, puliti, versare sopra la base di biscotti e mettere in frigo.



Preparare la glassa di fragole.
Lavare le fragole, aggiungere un pò di succo di limone, lo zucchero (a vostro piacere ma abbondante) e frullare. In un pentolino fare scaldare un pò la passata e aggiungere la colla di pesce ammollata e strizzata. Passate il succo ottenuto nel colino e fatelo raffreddare a temperatura ambiente.
Una volta rassodata la torta, tagliare la frutta che preferite a fette e tagliatela con gli stampini.
Adagiate le forme nella torta e versate sopra la passata (se nel frattempo vedete che si è rassodata troppo, mettetela qualche secondo al micro), aiutandovi con un biberon da cucina, facendo attenzione di non coprire la frutta.
Mettete in frigo a far rassodare bene.



Appena sarà rassodata, preparare una busta di "Tortagel", aggiungendo il succo di 1 limone e versare sulla torta ancora dentro lo stampo.
Fate raffreddare ancora in frigo e a quel punto potrete aprire il cerchio della vostra tortiera.
Un pò faticosa come ricetta?? Forse, ma ne vale la pena








la fetta

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Ora voi direte: mamma mia, Danita che fa questi scarti di frutta!!! Che scempio alla povertà!!
ma state scherzando?????




Una bella macedonia nell'intermezzo!!

giovedì 30 agosto 2012

Pomodorino ripieno con pasta al pesto



Lo so che questa estate sono stata davvero poco presente ma, tra una torta e l'altra, tra una vacanza e il mare, il caldo, la spossatezza.... praticamente non ho avuto tempo di nulla e mi sto accorgendo che l'estate sta finendo (e un anno se ne va, sto diventando grande e questo non mi va a a a ...perdonatemi ma questa frase mi fa tornare in mente sempre questa canzone, della tristezza che mi metteva quando la sentivo a Fondachello a fine stagione :-)) e io non ho, non solo, deciso ancora i vincotori del mio contest, o meglio, me ne manca solo 1 (imperdonabile!!!), ma ho tante ricette fresce, adatte a questa stagione, che non ho ancora postato :-/. Devo recuperare un pò, quindi, voglio iniziare con questo straordinario finger food: fresco, goloso e accattivante, adatto ancora per qualche settimana di caldo che ci rimane :-).

INGREDIENTI
pomodorini
pasta lunga tipo spaghetti o bavette (io ho usato le bavette Integrale Bio Benedetto Cavalieri)
mozarella di bufala
basilico
pinoli

Cucinare la pasta e scolarla abbastanza al dente, facendole cadere dell'acqua fredda sopra e aggiungere un pò di olio e far raffreddare.
Preparare il pesto al pistacchio e amalgamare abbondantemente alla pasta.
Sfaldare con le mani la mozzarella di bufala e farla scolare un pò.
Tagliare la calotta superiore del pomodorini e svuotarli. Mettere la mozzarella dentro, insaporendo con un pò di olio e sale.
Con una forchettina da finger food, infilzate un filo di bavetta, arrotolatela e poggiare il gomitolino che si è formato con la pasta, nel pomodorino.
Finire con una piccola foglia di basilico e un pinolo tostato.
Eccolo, da servire, ovviamente, freddo in uno dei vostri bei buffet estivi o di fine estate :-).
Io ho usato i piattini da finger food di Atmosfera italiana




Con questa ricetta partecipo al contest di Atmosfera Italiana



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mercoledì 29 agosto 2012

Bella soddisfazione!!!

1 kg di anguria € 0,50
1 kg di carne € 12,00
1 kg di pasta € 1,00
1 kg di gelato € 12,00
..........un trafiletto che parla del tuo blog e delle tue marmellate, su una delle tue riviste di cucina preferita, non ha prezzo!!! :-)

Evvabbèèèèè, lo so che le cose importanti della vita sono altreeee, ma fatemi godere un pò, prendendo anche in giro una nota pubblicità, di questa cosa!!! :-) E quando mi ricapita di vedere il mio "Le leccornie di Danita", le mie posatine di legno e la mia marmellata di peperoncino, anzi, grazie a mia amica cookina che me l'ha fatta conoscere, in una rivista culinaria e che rivista!!! "Sale & Pepe" mica pizzi e mazzi :-).
Ebbene si, ecco cosa è stato pubblicato, nella rivista di Settembre, nella rubrica dei foodblogger


(ckicca sulla pagina facebbok)

la ricetta che ha destato interesse, visto che si parlava di conserve è questa


e visto che parliamo di conserve, ecco le altre presenti nel blog


Lo so che nella vita ci sono ben altre soddisfazioni :-), ma per una come me, che segue con tanto amore il suo blogghino :-), a costo di tante prese in giro da parte di amici e parenti, stanchi delle foto che mi vedono fare a tutto quello che preparo :-), è davvero una bella gratificazione che mi fa dire: vai Daniela che, allora, tutta la passione che ci metti, si legge tra le righe di quello che scrivi!! Soprattutto quando ti rendi conto che traspare anche l'amore che hai per la cucina ma anche per la tua terra!!
Grazie davvero a voi della rivista di "Sale & Pepe", grazie Barbara e grazie anche a tutti quelli che mi seguono in silenzio (così come, del resto, faccio io con gli altri blog) e soprattutto a tutti quelli che mi scrivono :-).
GRAZIE!!!!

sabato 25 agosto 2012

Sarde a beccafico, le mie: le classiche e finger food







(laralalalalalallala, laralalalalalallala, laralalalalalallala, laralalalalala, la ra la la) Si circundata tutta di lu mari. (oh oh oh oh) e si vistuta d'oru e di lu suli. li furasteri venunu a migghiara picchì di tia su troppu 'nnammurati, e vannu pi Catania e Palermu, pi gh'Aci Taummina e Sirausa, pi l'Etna, Agrigentu e pi Missina, truvannu suli e ciuri e antichità! Sicilia mia Sicilia, si vera 'bbedda assai, Sicilia, mia Sicilia, iu non ti lassu 'cchiù: 'cca 'ssulu si 'po sentiri prufumu supraffinu di gessuminu e zagara 'ca 'nnammurari fa. coro: (la ra la la la la la lla la, la ra la la la la la lla la la ra la la la la la lla la la ra la la la la la, la ra la la), Tu si la terra di la primavera,(oh oh oh oh) l'aranci alivi e mennuli ciurusi,(la ra la la), li marranzani cantunu ogni sira, facennu li 'cchiù belli sirinati. Tu si la terra di la tarantella, ca metti 'ntra lu cori l'allegria, è risaputu ormai ca cu l'abballa, si senti chinu di felicità. Sicilia, mia Sicilia, si vera bedda assai, Sicilia, mia Sicilia, iu non ti lassu 'cchiù. 'Cca 'ssulu si 'po sentiri prufumu supraffinu, di gessuminu e zagara 'ca 'nnammurari fa. 'ca 'nnammurari fa.

Tutta la Sicilia in un piatto accompagnato da una canzoncina popolate :-).
E in attesa di decidere il vincitore del mio contest "geografia in tavola" ecco una ricetta proprio in tema, anzi, la ricetta per eccellenza, una ricetta presente anche nel contest :-).
Quante ricette ci saranno di questo piatto tradizionale siciliano, chissà quante versioni giuste e quante versione sbagliate ci saranno, chissà quante versioni anche "polentone" :-) di qualche pseudo cuoco piemontese che li spacciano per tradizionale :-)!!
Ma poi, chissà dove sta la ricetta quella vera, quella originale, credo sia impossibile stabilirlo.
Devo dire la verità, quando, qualche settimana fa, mi chiesero di fare un intervento telefonico in un programma alla radio, su questo piatto, ne fui lusingata e subito accettai, ma poi, a freddo, mi resi conto che, questo piatto, l'avevo sempre mangiato, io l'adoro, ma non l'avevo mai preparato se non, una sola volta e non da sola.
Come avrei potuto fare un intervento su una cosa di cui ero tanto preparata "gustativamente" ma molto meno praticamente??!!
Allora decisi di fare un giro di telefonate a persone che ritenevo ferrate in questo campo: mia cugina senoncchè mia commare Giusy che le prepara in maniera divina e mia sorella Patrizia, una vera guru della cucina: risultato??? entrambe le facevano in maniera diversa. Faccio un giro su internet e, anche se tutte somiglianti, qualcosa di diverso c'era in tutte.
Allora, alla fine, ho deciso di prendere, quello che ritenevo il meglio di tutto quello che avevo assorbito e di dare anche qualcosa di quello che IO ritengo di aver imparato in cucina. Risultato???? Modestamente, le sarde a beccafico più buone che abbia mai mangiato, detto anche da Tommaso e mia sorella Laura che è mooolto critica :-).
Ma prima di venire alla ricetta, sapete perchè si chiamano così???? Si dice che, "a tempi antichi", i nobili adorassero imbandire le loro tavole con sontuosi piatti e cibi prelibati, tra cui un tipico volatile locale, bello panciuto perchè amava cibarsi di fichi (ecco il nome "becca fichi") che veniva cucinato al ritorno delle loro cacce. Il popolo, invece, che viveva soprattutto di agricoltura e pesca, non poteva che permettersi quello che la natura gli offriva e in particolar modo, le sarde, il nostro pesce azzurro, povero ma ricco di nutrimenti, per eccellenza. E proprio per farlo somigliare a quegli uccelletti che adornavano le tavole dei ricchi, veniva riempito della cosa più economica che avevano a disposizione, ossia "a muddica sicca" (mollica del pane secca) e per rendere la cosa più veritiera, lasciavano la coda della sarda per dare l'illusione che fossero le penne dell'uccello.
Ma voi sapete che questo piatto è uno dei più conosciuti al mondo??? Grazie, comunque, anche ai racconti affascinanti del nostro amato compatriota Camilleri che ha sempre puntato un occhio alla nostra cultura culinaria ;-).

INGREDIENTI
sarde freschissime
passolina e pinoli (uva passa ma più secca è tipica siciliana)
cipolla
prezzemolo
mollica fresca e secca
alloro
pecorino
parmigiano
limone
olio-sale-zucchero

Levare la testa e le viscere delle sarde, aprirle a libro e levare la lisca lasciando la codina (per dare l'effetto uccelletto) e un pezzettino di lisca (questo è un segreto che mi ha svelato Giusy e poi vi dirò a che serve), lavarle bene e metterle a scolare bene.



Soffriggere la cipolla, aggiungere la passolina ammollata e strizzata, i pinoli tostati precedentemente e la mollica fresca. Fare "atturrare" la mollica (la mollica atturrata è uno dei preparati che si usa frequentemente nella cucina siciliana, in tante ocasioni, come negli involtini di carne o in quelle di melanzane o per tante altre cose e consiste, appunto, nel tostare la mollica con l'aggiunta di olio, sale e un pò di zucchero). Aggiungere la mollica secca, il pecorino, il parmigiano, pepe e il prezzemolo. Aggiungere ancora qualche cucchiaino di zucchero, il succo del limone e un pò di scorza grattugiata, fare atturrare per qualche altro minuto, spegnere e far raffreddare un pò. A questo proposito, voglio precisare che molti aggiungono la scorza dell'arancio e il suo succo, ma io preferisco il limone ;-). Un altra sostanziale differenza che ho trovato è che, in molti, fanno tutto a crudo, ossia non soffriggono la cipolla e non atturrano la mollica, ma io lo trovo proprio sbagliato.


Prendere la sarda "all'inguata" (ossia aperta a libro), poggiarla nelle mani, mettere sopra la mollica per tutta la superficie e pigiare bene. Arrotolare la sarda su se stessa cominciando dalla parte più larga, lasciare la codina fuori e chiudendo l'involtino infilzando la lischetta che avevamo lasciato alla sarda in modo da tenerla bloccata (ecco a cosa serviva ;-))


Passare l'olio in una pirofila e adagiarle mettendo tra una srda e l'altra delle foglie di alloro e qualche fetta di limone.
preparare un battuto di olio, limone, zucchero e sale e irrorare un pò.


Mettere in forno fino a che non saranno ben dorate.
Lo so, sembrava più semplice, ma fare le sarde a beccafico, per noi siciliani, non è come cucinare un qualsiasi piatto, no, fare le sarde è un rito, che va meditato, sentito, riverito e gustato :-).
Ovviamente questo piatto è buono caldo, ma soprattutto tiepido e freddo, infatti, spesso, viene preparato con largo anticipo.

Scusate se mi sono dilungata troppo in chiacchiere, ma quando un piatto non è solo un qualcosa da gustare ma è soprattutto cultura, è sempre bello spendere qualche parola in più, non credete??!!!


Ed eccole nella versione in chiave moderna
i finger food siculi ...certo che "finger food siculi" non si può proprio sentiri: "saidi a feccaficu ri manciari chi manu" ecco la dicitura corretta!!! :-)









Alla prossima specialità sicula e mi raccomando: diamo spazio alle nostre ricette tradizionali!! ;-)

E per portare avanti le nostre tradizioni vi regalo un bel brano dei nostri Tinturia