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giovedì 14 maggio 2020

Spaghetti di soia (o riso) piastrati (Cucina cinese)


Ed ecco il secondo piatto del nostro pranzo orientale.
Posto subito le ricette perchè su facebook stanno riscuotendo un grande successo e tutti mi chiedono la ricetta, quindi eccola!!
Mi dispiace di non aver fatto la foto alla confezione, perchè, a dire il vero, non ho ben capito di cosa fossero fatti questi spaghetti, se di soia o di riso o di altro, perchè, effettivamente, non c'era scritto e negli ingredienti riportava diversi ingredienti, quindi non ho ben capito.
Comunque, ecco la riucetta, una cosa è certa: erano buonissimi!!! e questa piastra di ghisa che ho acquistato, pensando proprio a questo piatto, faceva proprio al caso!!

Ingredienti: (io ho usato le verdure che avevo, quindi fate voi cosa preferite)
Spaghetti di riso o soia
2 cipollotti
2 carote
2 zucchine genovesi
4 frigitelli
mezzo peperone
sedano rapa
germogli di soia
zenzero fresco
olio di riso
Salsa di soia

Tagliare le verdure a julienne, metterle tutti insieme nel work con lo zenzero grattugiato, l'olio di riso, se lo avete, e far cuocere a fiamma alta, devono dorare ma rimanere croccanti. Vi consiglio di non mettere sale perchè, poi, la salsa di soia insaporirà bene.



Appena le verdure saranno ben dorate aggiungere la salsa di soia e finire di cuocere.
In una pentola bollire l'acqua, tuffarci il gomitolo di spaghetti, spegnere e far stare 4 minuti (io ho seguito le istruzioni della mia confezione).
Scolare gli spaghetti e aggiungerli nel work alle verdure e saltarli ben benino fino a farli insaporire bene e soffriggere un pò. assaggiate e se è il caso, aggiungere della salsa di soia



Scaldare bene la piastra, mettere gli spaghetti sopra, si deve proprio sentire lo scricchiolio e servire!

 

Involtini primavera (cucina cinese)



 E quando le tue figlie, chiuse in casa da 2 mesi, ti dicono che gli piacerebbe andare a mangiare al cinese, tu che fai?? Non è che la cucina cinese sia una cosa così frequente per noi, ci saranno andate 2 volte nella loro vita, ma in questo periodo, evidentemente, 2 mesi a casa, mangiando sempre cose fatte da mamma, cucina abbastanza genuina, ovviamente, ci sta che abbiano voglia di qualcosa di diverso.
Ed ecco che, con quello che avevo a casa e qualcosa di presa per l'occasione, è uscito fuori un bel pranzetto orientale sono per noi donne (figuriamoci, Tommaso rinuncia volentieri a questo genere di pranzi!) 
Peccato, manca il dessert, avevo comprato il gelato a vaniglia per farlo fritto ma...non ho più trovato il gelato, scomparso, con il Covid succede anche questo!! Anzi che ho trovato 2 carote ancora in frigo! Pensate, è da quando è cominciata la pandemia che voglio fare una torta di mele ma non riesco a farla perchè, compro le mele e già il giorno dopo sparite....neanche per la spesa possiamo fare, egregio sig. Conte!!!
Ingredienti:
per circa 10
Per la sfoglia (ricetta di Trattoria di Martina)
125g di farina 00
60g di amido di mais
1/2 cucchiaino di sale
250g di acqua
 Per il ripiene (io ho usato le verdure che avevo)
2 cipollotti
2 carote
4 frigitelli
mezzo peperone
2 zucchine genovesi
zenzero fresco
sedano rapa
germogli di soia
olio di riso 
 Salsa di soia
maiale
salsa:
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di ketchup
1 cucchiaio di salsa westchester
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di maizena
  
Per la sfoglia
Mescolate la farina, il sale e l’amido di mais e aggiungete l’acqua formando una pastella simile a quella che si fa per il fritto e mescolando con una frusta in modo da sciogliere qualsiasi grumo. 
Prendere una padella piatta tipo da crepes e metterla sul fuoco. Quando sarà ben calda, spennellate la pastella sulla padella con movimenti circolari e coprendo con le pennellate tutto il fondo della padella, ripassando più volte fino allo spessore desiderato, ma sottile.


Non appena la sfoglia comincia a diventare più bianca e ad asciugarsi sui bordi prelevatela sollevandola da un lato e tirandola delicatamente in direzione opposta, poi adagiatela su un piatto coprendo con un panno bagnato e ben strizzato. Continuate a formare le sfoglie e sovrapponetele alle precedenti. 
(conservare un pò di pastella per chiudere gli involtini)
PER IL RIPIENO

Tagliare le verdure a julienne, metterle tutti insieme nel work con olio di riso, se lo avete, e far cuocere a fiamma alta, devono dorare ma rimanere croccanti. Se volete fare la versione vegetariana, aggiungere solo la salsa di soia. Io ho fatto entrambi, quindi a cottura quasi ultimata delle verdure, ho aggiunto il maiale tagliato al coltello, appena la carne di sarà rosolata, aggiungere la salsa di soia e finire di cuocere.

 
Stendere le sfoglie, riempire con il condimento, arrotolare come in foto e chiudere spennellando alla fine con un pò di pastella per sigillarle bene.

  
Friggere gli involtini in olio di semi
Servire con la salsa ancora caldi


Ed ecco il nostro pranzo completo




lunedì 30 settembre 2013

Cous cous di pesce alla trapanese



Buon inizio settimana!!
E in onore al Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, appena concluso, a cui io sono molto affezionata, eccovi, oggi, con la mia ricetta del cous cous di pesce. Anzi, a dire il vero questa non è la mia ricetta, ma la vera ricetta dataci da un'anziana signora che preparava il couscous proprio in occasione dell'evento, quindi è proprio la ricetta originale del posto. Anche se, come sapete, ci sono veramente svariate e svariate versioni e svariate versioni "originali" come sempre :-) che si contengono, appunto, l'origine del piatto.
Per noi siciliani, questo, è ormai diventato un piatto della nostra tradizione, soprattutto in questa versione di pesce e soprattutto nella zona di Marsala e Trapani dove è diventato un cult visto le dominazioni arabe e che, non per patriottismo ma, sicuramente, per abitudini del palato, preferisco a quello Tunisino, troppo ricco di spezie e un pò più pesante del nostro, soprattutto se parliamo di quello di montone :-).
Il cous cous che in Italia viene spesso usato è quello che si trova nei supermercati, precotto, ma a noi siciliani piace usare la vera semola, quella doppia da incocciare: e come se ad un veneto gli presentassi la polenta pronta in 5 minuti (quella che uso io :-)).
Devo confessarvi una cosa.....anch'io usavo quella e la uso ancora per il cous cous freddo alle verdure,  la semola prodotta dal nostro grande Pastificio Tomasello, perchè ritengo sia una delle migliori, ma vi assicuro che usare la semola fresca è tutt'altra cosa....e poi....vuoi mettere...la ncocciatina, la cottura al vapore....diventa un rito davvero d'altri tempi, un rito rilassante che ti fa assaporare lentamente il momento magico in cui ti godrai, preferibilmente con una bella compagnia, quel bel piatto che, per prepararlo, ci hai impiegato almeno 3 ore!! :-).
Ma cosa serve per fare un buon cous cous?? Innanzitutto una buona semola, io la compro al mulino, che praticamente altro non è che il grano macinato grossolanamente, che può essere fine, media o grossa, asseconda della preparazione per cui serve, poi occorre la couscoussiera, la pentola adatta per la cucina a vapore, formato da una base per mettere l'acqua e da una parte superiore con i buchi e i manici che può essere o di terracotta o alluminio per la cottura a vapore e, altra cosa fondamentale, della buona materia prima, soprattutto quando parliamo di cous cous di pesce.
Ma ora passiamo alla ricetta

INGREDIENTI
Per la preparazione del cous cous per 10-12 persone
1kg di semola
200gr di acqua (e comunque quella necessaria al suo assorbimento)
20gr di sale
1 mazzetto di prezzemolo
2 spicchio di aglio
mezza cipolla
50gr di mandorle
olio-sale-cannella-pepe
foglie di alloro

Per il sugo
1 cipolla
4 spicchi di aglio
prezzemolo
100gr di mandorle
200gr di concentrato di pomodoro (io ho usato 4 cucchiai di "strattu" e un barattolino di concentrato)
2-3 kg di pesce misto (rana pescatrice, scorfano, cernietta, dentice, capone etc, la cosa importante è usare sia pesci adatti al brodo sia pesci dalla polpa compatta e morbida)
sale-pepe

Per prima cosa prepariamoci ad incocciare la semola.
Prendiamo un grande piatto piano, se volete essere pignoli, comprate la "mafaradda", il tipico piatto in terracotta, mettete un pugnetto di semola, bagnatela con un pò di acqua salata che avrete messo accanto e, con i polpastrelli delle dita, agitate la semola in modo che questa assorba l'acqua e si "incocci" tra loro. Mettere da parte in un altro contenitore capiente e rifare l'operazione pugnetto per pugnetto fino ad esaurimento della semola.
A questo punto fate riposare coperto con un un canovaccio e preparare il trito.
Tritare il prezzemolo, tagliare l'aglio e la cipolla finemente, unire le mandorle pestate, la cannella, il sale, il pepe e l'olio quanto basta.


la semola


la "'ncocciatina"


io ancora non ce l'avevo e anzicchè usare una vera mafaradda ho usato il piatto che ho vinto alla gara culinaria :-)

Una volta riposato il cous cous, rimetterlo nella mafaradda,  aggiungere poco alla volta il trito con l'olio e, con le mani, mescolare e sgranare in modo che non si formino grumi.


il trito


il cous cous mescolato al trito e olio

Riempire la base della couscoussiera con acqua e mettere aromi (io lo faccio per dare un tocco in più), cipolla, carote e sale, mettere alla base della parte bucata, le foglie di alloro e mettere dentro il nostro cous cous. Appoggiare sopra la base e far cucinare a vapore. Per una perfetta cottura e per evitare che ci siano perdite di vapore, preparare un impasto di acqua e farina e mettere alla base per sigillare dopodicchè praticare con un cucchiaio di legno, cinque buchi nel cous cous. Ora lasciatelo cuocere senza coperchio, per circa 1 ora e mezzo- 2 ore.


le foglie di alloro sul fondo


i buchi nel cous cous


il cous cous nella couscoussiera con la pasta per non fare uscire il vapore


Preparazione del sugo.
Preparate il trito come sopra e fare un soffritto senza far tostare l'aglio, aggiungere il concentrato di pomodoro e girare per qualche minuto, aggiungere un pò di acqua e far cuocere per circa 30 minuti.
Versare in questo composto circa 3 litri di acqua il sale, il pepe e far cucinare per altri circa 15 minuti.
 questo punto, prendete il pesce pulito e fatelo cuocere avendo l'accortezza di non farlo sfaldare.
Una volta cotto, con una paletta, tirare fuori dal brodo, delicatamente, i pesci, recuperare la polpa, separando i pezzi più grossi da quelli più piccoli e metterli da parte.
Prendere tutte le lische e le teste dei pesci e passarli con un passapomodoro, aggiungendo un pò di brodo per recupera quanto più polpa possibile e aggiungerla al brodo.


il trito per il soffritto


i pesci


il brodo


la "spremitura" delle lische


Una volta che il cous cous è pronto (ricordatevi che deve essere ben al dente perchè ancora avrà modo di gonfiare con il brodo) levatelo dalla couscoussiera  e rimettetelo nella mafaradda. Sgranatelo bene con le mani e aggiungete circa metà del brodo di pesce o comunque quanto basta e copritelo con un canocaccio per circa 1-2 ore (caso mai potete fare questa operazione in 2 volte, mettendo solo 1/4 di brodo, farlo riposare per 1 ora e poi rimetterne un altro quarto e farlo riposare un altra ora).
Al momento di servire, aggiungere un altro po di brodo caldo, il pesce sbriciolato, mescolate ancora e servire con il pezzettoni di pesce sopra e se volete, anche con i pezzetti di carote che erano nella couscoussiera.
A questo punto non vi resta che portarlo in tavola accompagnato con il brodo di pesce, caldo, che i commensali metteranno, a piacimento, nel proprio piatto.
Ed eccolo (non sono certo le mie foto migliori :-)) ma avevo ospiti "nuovi" :-) e non mi andava di mettermi li a cercare la luce e l'inquadratura migliore :-))




Questo è un piatto unico, ovviamente e la cosa bella è che è uno di quei piatti della convivialità: al centro del tavolo e tutti i commensali che ne prendono un pò ogni volta che lo desiderano.  In Tunisia, nei villaggi berberi, si usa mangiarlo, addirittura, tutti nello stesso piatto, prendendo un pò di cous cous e un pò di condimenti con le mani, facendone una pallina.
Lo so, il procedimento è un pò lungo e anche la materia prima non è semplicissima da trovare per tutti, ma vi assicuro che è davvero bello da preparare, molto bello da presentare e sempre un successo :-). Poi, se ci sono gli invitati che ti dicono che è molto meglio di quello mangiato  a San Vito, ancora più soddisfazione :-).
Grazie, ovviamente alla signora di San Vito per la ricetta e a mia sorella Patrizia che mi ha supportata nella spiegazione dettagliata....anche se lei scordava a fare un passaggio fondamentale :-).

E ora, prima di lasciarvi, vi faccio vedere qualche immagine del Couscous fest di San Vito dello scorso anno :-), spero vi faccia piacere ;-)


la scultura meravigliosa di sabbia


la tenda berbera


lo chef Giovanni Torrente (forte sto chef :-)!!!) alle prese con una bella lezione di 'ncocciatina




fameeee :-)


preparazione di vari tipi di cous cous






u pani cunzatu, appunto :-), ve lo consiglio: ottimo!!


la semola che mi sono portata comprata al mulino direttamente :-)

Al prossimo cous cous fest :-) e se volete vedere qualcosa in più di San Vito, ecco quest'altro mio post

mercoledì 24 luglio 2013

Cipolla fritta ovvero The Outback blooming onion


Oggi, il mio blog, profuma di internazionalità a parte che di.......cipolla :-).
Se ora si ci mette anche Pinterest a stuzzicare le mie papille gustative già moooolto sensibili, allora siamo messi proprio male!!! :-/.
Ovviamente non conoscevo questa....come dire...meraviglia di ricetta, la prima volta la vidi su Pinterest, appunto e la misi subito tra le ricette salate da provare anche se, vedevo solo le foto ma non avevo altri parametri da seguire. 
Mi ha colpito così tanto la foto che li provai subito, facendoli a modo mio: pastella con birra ghiacciata e fritti: buonissimi ma non sapevo se in effetti la ricetta giusta fosse quella, capivo che mancava un passaggio.
Poi, il mio amico Rosolino, buongustaio e cuoco :-), grazieeeee Rosy, che vive a Londra e che vide la foto tra i miei preferiti, mi spiega l'origine di questo piatto e me ne svela la ricetta originale che ha preso da un libro comprato in America  con le ricette segrete delle catene di ristoranti famosi.
Ed ecco svelato l'arcano: questa è la  ricetta originale del ristorante Outback in America ed è una di quelle che io chiamo "deliziose schifezze americane" che a me piacciono tanto :-) e che non disdegno di cucinare ogni tanto :-).
Devo dire che da quando ho scoperto queste cipolle le ho già fatto 2 volte in 2 settimane, praticamente, ormai, il sabato è diventata una devozione :-), in campagna dai miei suoceri.
La prima volta che li ho fatti sono stata guardata quasi con disgusto :-), ma al primo assaggio, lo sguardo è cambiato: da disgusto a libidine :-)
Ma bando alle ciance, eccovi la ricetta, datami da Rosolino, di cui vi faccio il copia e incolla :-)

INGREDIENTI
Salsa
1/2 tazza di maionese 
2 cucchiaini di ketchup 
2 cucchiai da tavolo di salsa di rafano 
1/4 di cucchiaino di paprika 
1/4 di cucchiaino di sale 
1/8 di cucchiaino di origano secco 
un pizzico di pepe un pizzico di pepe di cayenna
Cipolla
1 uovo 
1 tazza di latte 
1 tazza di farina
 1 e 1/2 cucchiaino di sale 
1 e 1/2 di pepe di cayenna 
1 cucchiaino di paprika 
1/2 cucchiaino di pepe 
1/4 cucchiaino di origano secco 
1/8 di cucchiaino di timo secco 1/8 di cucchiaino di cumino macinato 
1 cipolla di circa 300-350 grammi 
Olio per frittura

Mescola gli ingredienti per la salsa e metti in tutto in frigo.
Mescola l'uovo e il latte in una ciotola in ciotola dove immergere la cipolla.
In un'altra ciotola unisci la farina, sale, pepe, pepe di cayenna, paprika, origano, timo e cumino.
Pelare la cipolla, tagliare 2 cm circa dalla parte superiore e inferiore (vedi immagine allegata), rimuovere il centro della cipolla, e poi inizia a creare gli spicchi come da immagine. Un trucco per evitare di tagliare la cipolla fino in fondo, e di metter per esempio di cucchiai di legno in ogni lato in modo che il coltello si fermi senza andare a fondo.
Immergi la cipolla nell' uovo e latte, poi nella farina, poi di nuovo nell'uovo e latte, nuovamente nella farina e metti in frigo per almeno 15-30 minuti. Friggi a circa 180 gradi.



Ecco lo schema originale


Io, per la salsa, siccome non avevo tutti gli ingredienti, ho semplicemente usato della salsa rosa con pepe, paprica e origano.

Ed eccole le mie cipolle....certo, non saranno, esteticamente, come quelle originali, ma come gusto sono una meraviglia!!!!







E questo è l'effetto che fa questa cipolla :-), comunque anche un modo conviviale per mangiare .-)


Ma eccovi l'immagine originale

Outback blooming onion