martedì 24 ottobre 2017

Sagra dello sfincione: U sfinciuni - Ficarazzi

Io amo le sagre...si e capito vero? Quest'anno ho cominciato con quello del verdello, poi siamo stati ad Aspra per u strattu e ora a ficarazzi per la sagra: U sfinciuni, svoltasi il 24 settembre.
Vi ho postato già la mia ricetta, versione bagherese, di questo piatto della tradizione siciliana,  soprattutto palermitana.
È una sorta di focaccia condita con cipolla, pomodoro e mollica.
Ovviamente ci sono diverse versioni:
Quello palermitano, rettangolare, rosso e con la mollica sopra, il bagherese, ovale, più doppio, con un bordo importante e con una bella mollica condita e atturrata sopra  e il casteldaccese, forse un pò più simile del palermitano, ma senza mollica sopra e con tanto primo sale 😄.
Poi c'è la versione bianca ossia senza pomodoro e con il primo sale o con la ricotta, io, poi, ho fatto la versione tutta mia, con i carciofi, una vera delizia!!
Io, a dire il vero, adoro la versione bagherese.
Ma veniamo alla nostra sagra, un pomeriggio dove, a parte degustare tanti sfincioni della zona, si è trattato di diverse  tematiche relative ai vari grani usati e soprattutto, della nuova tendenza di riportare alla luce i grani antichi siciliani come la tumminia, russello etc., proprio per dare un prodotto più sano possibile, davvero interessante ed argomento da approfondire sicuramente. 
Poi, non è mancato la dimostrazione, molto gradita, su come fare il tipico sfincione palermitano con il maestro ......

L'ingresso curato dalla  flower stylist Frascati Wedding






all'ingresso siamo stati accolti dai nostri prodotti meravigliosi come il miele



e sua maestà la cassata



con tanto di dimostrazione sulla sua realizzazione





ed ecco l'incontro sulle farine antiche


e subito dopo la dimostrazione su come realizzare lo sfincione palermitano
partendo dall'impasto con lo chef panificatore Davide Longoni


fino ad arrivare alla realizzazione finale


e con la nostra chef Bonetta Dell'Oglio, che, alcuni di voi, avranno visto anche su Top Chef ;-) 



E poi tutti i vari sfincioni dei vari panifici del territorio tra Ficarazzi, Palermo, Bagheria e Casteldaccia






qui il grande Daniele Vaccarella Il pluripremiato e già tre volte Tre Spicchi della prestigiosa guida del Gambero Rosso


con la sua versione fantastica di sfincione



qui con mio marito, anche lui appassionato di impasti per pizze


e poi ancora sfincione e sfincioni :-)
bianco con tuma


bianco con ricotta che tanto adoro


quello rosso, ottimo, del panificio Vella di Casteldaccia :-)





che buono questo!!!




e non potevano mancare le "moffolette" da assaporare con l'olio novello




e cala la sera in questa bellissima manifestazione, piena di sapori e cultura culinaria del territorio!
se proprio devo trovare una pecca....magari mi sarebbe piaciuto trovare anche qualche "rivisitazione" o qualche reinterpretazione ;-)



Grazie agli organizzatori e a tutti gli intervenuti per questa bella manifestazione!
Al prossimo anno!

E noi, cari amici, alla prossima sagra....vi anticipo?? Bhè c'è da arrostire parecchio :-)

giovedì 12 ottobre 2017

Spaghetti al ragù di polpo con "muddica atturrata" alla bottarga e verdello


Ed ecco una delle ricette fatte con il pesto di finocchietto
In Sicilia il polpo è un ingrediente base, anche uno di quei cibi di strada che, la moda vuole che si chiami: street food, un pò insolito ma si, lo si trova in quelle che noi chiamiamo "bancarelle" e viene servito bollito, lo si prende davanti ai clienti, dalla "quarara", lo si taglia in uno di quel bei piatti di ceramica colorati, spesso rappresentante polpi, e lo si serve con tanti spicchi di limone.
Tutto questo per strada, solitamente nelle città bagnate dal mare, in quei paesi dove la pesca è la fonte principale di reddito.
Per noi siciliani, quindi, u puipu va manciato vugghiutu!!! Ossia, il polpo va mangiato bollito :-). Ma anche noi vogliamo affacciarci al resto del mondo :-) provando nuovi modo di gustare questo splendido mollusco!
Oggi, dopo tanto tempo che volevo farlo, ho voluto provare a proporlo in ragù alla mia versione, ispirandomi all'evento del verdello fest ;-)

INGREDIENTI per 4 persone
polpo (io ne ho fatti 2 piccoli)
pomodorini

Pesto di finocchietto selvatico (clicca sul link per la ricetta)

pan grattato
bottarga
verdello (limone tipico siciliano)
pinoli

Lavare il polpo e cercare di sbattere i tentacoli in un tagliere per cercare di rompere il più possibile le fibre.
Tagliarlo al coltello in pezzetti molto piccoli. Io per essere sicuri che non venisse duro, l'ho passato ad alta velocità in un mixer in modo che si spezzassero ancora di più le fibre, ma non frullatelo tipo  poltiglia.



Nella pentola dove cucinerete la pasta, mettete u pò di sale e far bollire le teste.
In una padella, fate soffriggere un pò di cipolla e 2 spicchi di aglio in camicia schiacciati e unire la polpa tritata del polpo.
Cuocere circa 15 minuti a fiamma bassa.
Nel frattempo, in un padellino, mettere la mollica, un pò di olio, dello zucchero e tostarla. Aggiungere alla fine, la scorza del verdello e la bottarga.
Levare dalla padella, conservare e soffriggere nella stessa padella un pò di pomodorini aggiungendo un pò di olio. Una volta appassiti un pò unire la polpa del polpo.
Una volta che le teste saranno cotte, levatele dalla pentola e tuffarci la pasta.
A metà cottura scolarla, conservando il brodo di cottura, e metterla nella padella con il polpo.
Finire la cottura aggiungendo il brodo e muovendo bene in modo che si formi una bella cremina e il succo di 1 verdello..
Appena è cotta, aggiungere il pesto di finocchietto ed amalgamare bene.
Servire con la mollica "atturrata" sopra e i pinoli tostati.....una vera delizia!!!








mercoledì 11 ottobre 2017

Pesto al finocchietto selvatico



Non so se si è capito, ma io amo i pesti, in cucina!!
Li ho fatti di tanti tipi: basilico, pistacchio, zucchinette, fave, pomodoro secco...insomma, lo adoro!
Proprio ieri mio suocero mi porta dei fantastici cachi e del finocchietto appena raccolto....un'odore pazzesco!!
Che fare?? Visto che sono....dovrei...essere a dieta, ho pensato bene di fare un pò di pesto e congelarlo, in modo da poterlo usare di volta in volta quando ne ho bisogno.
Ovviamente vi avviso, questo finocchietto selvatico, raccolto nelle montagne, non ha certo lo stesso odore di quello che si trova nel banco verdura :-/, ne so qualcosa perchè, quando lo misero nel cesto alla prova del cuoco (e chef Natale Giunta mi lo confermo'), non aveva quasi alcun odore, questo, invece, è, a dir poco, inebriante.
Ok, ecco la ricetta semplicissima

INGREDIENTI
Finocchietto, 
pinoli tostati, 
mandorle, 
pochissimo aglio 
un pò di parmigiano

ovviamente olio e sale .


Io il finocchietto l'ho lasciato a crudo, ma se volete lo potete sbollentare un pò e farlo asciugare bene prima di farlo.
Ho messo tutto nel mixer e ho frullato. Mi raccomando fermatevi prima che diventi una crema, perchè deve essere un pesto e se vogliamo usare la tecnologia :-), almeno facciamolo bene :-). 


Fatti 4 barattolini e surgelati 


Con questo perto ci faccio davvero tante cose e lo abbino molto al pesce.
A presto con alcune ricette ;-)

mercoledì 4 ottobre 2017

Ravioli verdi ai broccoletti e salsiccia con zucca e crumble al cacao



Amo le sfide ma non perchè sono una competitiva, no, ma perchè le sfide mi portano ad impegnarmi molto e a pensare piatti che, altrimenti, non prenderebbero mai vita.
In un gruppo di cucina "La Sicilia in cucina" hanno fatto questa sfida: cucinare un piatto i cui ingredienti dovevano essere esclusivamente:
zucca
broccoletti
salsiccia o guanciale
uova
farina
cacao
melagrana
si dovevao usare solo questo (a parte odori, olio, burro etc) e si poteva escluderne solamente uno.
Questo è il piatto che ne nato :-)

INGREDIENTI
Per la pasta fresca
200gr di farina 00
100gr di foglie di broccoletti già bolliti e strizzati
1 uovo

Per il ripieno
salsiccia
broccoletti
cipolla

Per la vellutata di zucca
zucca
cipolla

Per il crumble al cacao 
60gr di farina 00
20gr di olio (ma potete usare anche il burro io ho usato l'olio perchè pensavo non si potesse usare il burro :-))
6 gr di cacao
un pò di acqua se è necessario
un pizzico di sale

Per la pasta fresca
Bollire in un tegame i broccoletti puliti, compreso le foglie.
Una volta cotti, scolare le foglie, strizzarle bene e frullarli, lasciandone un paio, fino a diventare una crema, mentre i broccoletti teneteli da parte.
Conservare l'acqua di cottura per cuocere la pasta



In una ciotola mettere a fontana la farina, aggiungere 100gr della foglie frullate, strizzate bene e frullate, l'uovo e un pizzico di sale.
Impastare il tutto e formare un panetto. Avvolgere nella pellicola e mettere in frigo.

Per il ripieno
In una padella, soffriggere la cipolla e mettere a rosolare a fiamma alta una parte di salsiccia levata dal budello e resa ben sottile. Appena è rosolata, aggiungere il broccoletto che avevamo messo da parte. Amalgamare bene il tutto schiacciandolo bene.



Per il crumble
Mettere l'olio in congelatore e farlo stare almeno un'ora ma anche più.
Unire il cacao e il sale alla farina, mettere al centro l'olio che si sarà condensato e amalgamare con i polpastrelli in modo da formare delle briciole. Se rimane secco, aggiungere qualche goccia di aqua.
Infornare a 170° fino  che sarà cotto. Una volta fuori, freddato, diventerà crocante. Non è buono da mangiare da solo perchè sarà amaro visto che non c'è zucchero, ma nel piatto contrasterà alla perfezione il dolce della zucca

 

Per i ravioli
Passata un'ora che l'impasto ha riposato, stenderlo abbastanza sottile.
Aggiungete il resto di salsiccia che avevate lasciato da parte al condimento con i broccoletti, amalgamate bene e formare i ravioli, avendo l'accortezza di spennelare con l'acqua la parte di pasta che dovrà attaccarsi.

  

Per la vellutata
In un pentolino sofriggere leggermente la cipolla e mettere la zucca tagliata a dadini e sofriggere fino a farla diventare un pò morbida. Aggiungere il brodo di cottura dei broccoletti (se potete fate un brodo vegetale, io non potevo) e finire la cottura.
Una volta cotta, frullare il tutto e passare nel colino per rendere la crema ben vellutata.

Tagliate a juliene un paio di foglie di broccoletti sbollentati e friggere in un padellino con olio bollente.

Cuocere i ravioli nell'acqua di cottura dei broccoletti.

Comporre il piatto
Mettere alla base un pò di vellutata di zucca, i ravioli sopra, il crumble di cacao e per finire, qualche fogliolina fritta.

Che dire....una vera delizia, il croccante delle foglie fritte e del crumble, la cremosita della zucca e la sua dolcezza che si sposa con la nota amara del cacao e poi il bel sapore intenso dell'interno..ottimo!!





l'interno!!


Trooooopppppooo buoni!!! :-)
Alla prossima!!!

    lunedì 2 ottobre 2017

    Torta della nonna di Roberto Rinaldi: festa dei nonni!!


    Ebbene si, mi vergogno un po' a dirlo, ma non avevo ne mai assaggiato ne tanto meno, mai fatto, la torta della nonna!
    Già l'altro giorno, quando nella puntata di bake off italia, la fecero,  dissi tra me e me: questa la devo fare! Poi, l'altro giorno, su instagram,  mi sono giusto imbattuta nella bellissima  torta  della  nonna del grande maestro pasticcere Rinaldi che mi ha proprio  colpita, poi ieri mi ricordano che oggi è la festa dei nonni....beh se non sono  questi segni netti che era proprio arrivato il momento di farla, quali altri??!!! 😊
    Ho cercato un po' in giro e ho trovato questa ricetta fedele a quella del maestro, tratta dal suo libro "I miei dolci italiani" che conto di comprare al più presto e che riporto fedelmente così  come la scrive l'autore del blog: Tra zucchero e vaniglia 😉
    Che poi perchè si chiama "Torta della nonna" mica l'ho mai capito ...a me, mia nonna, non l'ha mica mai fatta!! :-) Però mi ricorda lo stesso la nonna...si, nonna Papera, come dissi nella mia ricetta della torta di mele, perchè quado ero piccola e mi cibavo di Topolino :-), invidiavo un pò Qui Quo Qua che andavano da nonna Papera e trovavano, immancabilmente, la torta ancora calda, sul davanzale, a raffreddare....io, tutt'alpiù, trovavo il panino con lo zucchero nel mezzo!! :-)

    Torta della nonna di Roberto Rinaldini

    Dosi per uno stampo da 28 cm di diametro
    Per la pasta frolla con lievito
    500 g di farina 0
    340 g di burro
    200 g di zucchero semolato
    24 g di miele millefiori
    100 g di uova intere
    2,4 g di lievito in polvere
    1 baccello di vaniglia
    1 limone non trattato (scorza grattugiata)
    3 g di sale fino
    (con queste dosi ne rimmarrà un pò e potrete usarla anche per fare una piccola crostata con la nutella o la marmellata ;-))
    Procedimento
    Sciogliere bene il sale nelle uova miscelandoli. Lavorare brevemente in planetaria con la foglia l zucchero, il burro, il miele e gli aromi senza montare. Aggiungere le uova, impastare ancora e unire la farina.
    Lavorare l’impasto solo il tempo necessario a renderlo compatto e omogeneo.
    Formare un panetto piatto di forma rettangolare, avvolgerlo in pellicola per alimenti e trasferirlo in frigo per almeno 8 ore. Io l'ho fatta il giorno prima ;-)
    Dopo il riposo, ammorbidire la pasta rimpastandola un pò,  stendere 450 g di pasta frolla ad uno spessore di circa 3,5 mm e rivestire uno stampo da crostata da 28 cm di diametro.

    Per la crema pasticcera al profumo di vaniglia
    320 g di latte intero
    160 g di panna fresca
    180 g di zucchero semolato
    80 g di tuorli
    120 g di uova intere
    30 g di fecola di patate
    10 g di amido di riso
    25 g di pasta di arancia (io ho frullato delle scorze di arancia candita fino a ridurle in crema) io, invece, ho usato della marmellata , la mia
    1 baccello di vaniglia
    Procedimento
    Portare a bollore il latte e la panna.
    In una ciotola mescolare i tuorli, le uova intere, lo zucchero, la pasta d’arancia, i semi di vaniglia e la fecola miscelata con l’amido di riso.
    Incorporare il composto di latte e panna caldo e continuare la cottura sul fuoco mescolando continuamente con una frusta fino alla temperatura di 82°C.
    Appena la crema si sarà addensata, raffreddarla velocemente travasandola in un contenitore basso e largo e passare in abbattitore coprendola con pellicola a contatto.

     
    Per la composizione della torta della nonna
    100 g di pinoli (o q.b.)
    1 uovo per spennellare
    Procedimento
    Distribuire la crema fredda sopra la pasta frolla nello stampo.
    Stendere 300 g di frolla a spessore di circa 2,5 mm e coprire il dolce.
    Sigillare bene i bordi schiacciando leggermente, spennellare con l’uovo e distribuire i pinoli su tutta la superficie.
    Infornare a 170°C in modalità ventilata per circa 50 minuti o fino al raggiungimento di una colorazione ambrata.
    Far raffreddare su una gratella da pasticceria.

    Prima di servire spolverare di zucchero a velo.
    Conservare in frigo.
    Una torta fantastica, ma attenzione, da far riposare un pò e mangiarla assolutamente da frigo!!
    Io l'avevo mangiata dopo 4 ore senza tenerla in frigo e mi aveva delusa. Oggi, dopo quasi 1 giorno in frigo, fantastica!!!












    Auguri a tutti i nonni e soprattutto a tutte le nonne che con tanto amore e fatica, spesso, accudiscono i loro nipotini e un augurio particolare ai nonni delle mie bimbe e a nonna Franca che, nonostante non c'è più da quasi tre anni, loro nominano con tanto amore.

    Versione mirtilli
    Aggiungere all'interno, dopo aver messo la crema, dei mirtilli freschi e abbondante scorza di limone quando realizziamo la crema.