mercoledì 10 ottobre 2012

Cialledda a modo mio, finger food



Oggi voglio parlarvi di una bellissima iniziativa, Io non mangio da solo

Partecipo al contest.... 

e lo faccio nell'unico modo che ho, in questo momento, ossia quello di partecipare al contest di Lo spilucchino; lo so, è nulla, ma il mare è formato da tante gocce minuscole e se questa è solo una goccia ben venga lo stesso. Spero che ce ne siano tante di queste gocce in modo da formare almeno un piccolo laghetto.
Mi ha fatto piacere  che la scadenza, fissata per il 16 ottobre 2012, coincida con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione perchè, con l'occasione, volevo spendere due paroline, vorrei che tutte le mamme ci impegnassimo a sensibilizzare i nostri bimbi sulla ricchezza del cibo, sulla sua importanza e il suo rispetto: vedo sempre più spesso bambini snobbare il cibo, spesso proprio quello genuino, vedo sempre più bambini, a scuola, con i crackers e sempre meno bambini con la frutta e, cosa più sconvolgente, vedo sempre più bambini che buttano il cibo: insegniamo ai nostri bimbi a conservare quello che non riescono a mangiare ora, per le prossime ore o per reinventarlo, insegnandogli a fare delle polpettine con il pesce che hanno lasciato, o delle palline golose con la torta fatta in casa o dei frullati con la frutta un pò troppo matura.

Allora, parlavamo del contest, il tema è il pane, ma non il pane fine a se stesso, ma una ricetta con il pane, ovviamente, usando ingredienti genuini e magari anche facile da reperire e poveri.
Questa che ho preparato è una ricetta che non conoscevo, o meglio, conoscevo la panzanella, ma questa no. L'ho trovata sul famoso giornale della Prova del cuoco di cui vi avevo parlato tempo fa :-) e la c'era scritto "Cialledda", nonostante ho fatto il contest sulla cucina regionale, non avevo mai sentito parlare di questo piatto. A quanto ho potuto appurare, questo è un piatto povero della tradizione pugliese, però non ho ben capito qual'è la vera ricetta: ho letto anche di acqua calda da aggiungere o di cottura del pomodoro con la cipolla, di utilizzo di friselle o di pane raffermo e non ho ben capito la differenza tra questa cialledda e la panzanella :-).
Tra le varie incertezze la cosa certa è che l'ho trovata buonissima e che io mi sono permessa di farne una versione tutta mia :-).
Ho pensato subito a questa ricetta proprio per l'uso del pane raffermo, l'olio fresco e le verdure...e poi, per mia esperienza, questo piatto è piaciuto molto anche alle mie bimbe.



INGREDIENTI
pomodorini confit (o se preferite anche crudi ma i conflit gli danno una marcia in più ;-))
cipolla calabrese
cetriolo
pane raffermo
capperi sotto sale di pantelleria (contaminazione sicula :-))
olio
sale-origano-basilico

Preparare i pomodorini come da link sopra e far raffreddare.
Tagliare a dadini il pane raffermo, irrorarlo leggermente di acqua e poi, aiutandovi con uno spruzzino, bagnare con olio, aggiungere sale, pepe e mettere in forno a dorare.
Tagliare la cipolla e tenerla a bagno e sale per circa mezz'ora.
In una ciotola, tagliare il cetriolo e aggiungere la cipolla strizzata, i pomodorini raffreddati, i capperi dissalati e i dadini di pane.
Condire il tutto con olio, sale, pepe e per finire origano e basilico.
Far riposare circa mezz'oretta e servire ben fredda: fantastica!!!!!! Che dire: poco tempo, poca spesa, poca fatica, tanto rendimento :-)



E qui nella versione finger food :-)






martedì 9 ottobre 2012

Mini pavlova alle amarene



Questa, come molti di voi sapranno, è una torta tradizionale Australiana: un base di meringa ricoperta di panna e frutta fresca. A quanto pare, fu dedicata ad una grande ballerina classica, appunto Pavlova, ecco perchè, doveva essere leggera, proprio come una danzatrice.
Quando ho visto per la prima volta questa torta pensavo che doveva essere davvero stucchevole: meringa e panna....mahhhh!!! Invece, quando l'ho assaggiata per la prima volta, mi sono dovuta ricredere: anche se i componenti erano tutti dolci, il contrasto con la frutta fresca, n faceva un dolce davvero delicato e delizioso.
Io, oggi, vi propongo questa versione

INGREDIENTI
Per la meringa200gr di albume meglio se invecchiato
400gr di zuccero semolato meglio se Zefiro
succo di mezzo piccolo limone
vaniglia liquida

panna fresca da montare
zucchero a velo
cioccolato fondente
amarene

Non sto a dire sulla meringa perchè è davvero un mistero come, una preparazione fatta di soli 2 ingredienti principali, possa essere così semplice ma così complicata: o viene troppo croccante o viene troppo morbida dentro, o viene scura o floscia...insomma, la riuscita della meringa, secondo me, è solo merito della fortuna che avete :-).
Comunque, questa è la mia preparazione, la più vicina, tra quelle che ho provato, alla perfezione :-).
Anche se nella pavlova originale c'è l'aceto al posto del limone e anche un pò di maizena, ma io preferisco andare sul sicuro :-)
Mi erano avanzati questi albumi che sono stati in frigo 5 giorni, al momento di fare la meringa li ho tirati fuori per un paio d'ore, messi in planetaria e sbattuti a massima velocità, aggiungendo il limone e la vaniglia. Quando erano ben montati, ho aggiunto lo zucchero poco alla volta e ho continuato fino a che la meringa fosse ben lucida e soda (almeno 20-30 minuti). E' pronta quando alzando la frusta rimane la scia di meringa ben ferma e che non scende, immobile :-).
Mettere la meringa nella saccapoche con la bocchetta liscia e fare, nella carta forno, prima un dischetto piatto e poi le pareti a formare un piccolo cestino. 
Infornare a forno a 80°-90° per circa 2 ore (se lo mettete più forte tenderanno a scurirsi), lasciando nel forno una piccola fessura. Spegnere e lasciare le meringhe dentro fino a che non si siano raffreddate del tutto.
Una volta fredde, sciogliere al microonde il cioccolato fondente, spennellare i cestini di meringhe e farlo asciugare (questo servirà a isolare la meringa dalla panna in modo che questa non la inumidisca).
Montare la panna con poco zucchero, mettere in una saccapoche e riempire i cestini.
Finire con le amarene e un pò di sciroppo.
Davvero deliziose!!!

domenica 7 ottobre 2012

Qualche piccola soddisfazione

Non ho vinto il concorso su Delicius, non riesco a tartassare i miei amici per mettere un clik su Mi piace :-), però, ho avuto la soddisfazione che alla ditta son piaciute le mie ricette ed ha voluto darmi spazio nella loro pagina con un'intervista, eccola

Panini Naif, una ricetta "ingenua" e genuina di Daniela Bucalo  (cliccare per visualizzare la pagica facebook)

Se non siete registrati e non vi va di farlo ecco l'intervista


Complimenti per la ricetta che hai proposto al concorso Guarda che Buono, Panini Naif...E’ una ricetta, se vogliamo, semplice ma di grande impatto visivo. Come hai avuto questa bellissima idea?

Avendo due bimbe in casa le idee arrivano, basta guardare loro: giocano con quello che hanno, andando di fantasia. Quel giorno, papà non c’era, avevo poco in casa e allora ho proposto alle bimbe di fare qualcosa di diverso e loro, che adorano esser coinvolte in cucina, mi hanno dato lo spunto: basta mettere al posto giusto qualche carota, del mais, del pomodorino e il gioco è fatto, i bambini si divertono e poi imparano, giocando,  a mangiare le verdure.

Quali sono secondo te, i presupposti per poter creare in poco tempo piatti creativi ma soprattutto salutari per i bambini? Da dove si può trarre spunto, c’è una regola?

La chiave di tutto è: il divertimento. I bambini non cercano altro che esser coinvolti, non amano stare davanti la TV, siamo noi, che per comodità, li mettiamo li. Basta proporgli di mettere le mani in pasta, di tagliare qualche verdurina, magari di usare qualche loro giochino come formina e poi, basta guardarsi attorno che le idee arrivano da quello che ci circonda e i bambini, in questo, sono i più bravi. E sicuramente, saranno più contenti di aver mangiato qualcosa fatta con le loro mani, magari con la forma di Hello Kitty o di casetta, che una merendina in busta.

Abbiamo visitato il tuo bellissimo blog, “Le Leccornie di Danita”. Come mai hai deciso di dedicare il tuo tempo alla cucina, creando uno spazio per poter condividere questa tua passione con gli utenti del web?

L’amore per la cucina è sicuramente una componente familiare, amiamo tutti mangiare e cucinare, in famiglia: mamma, papà e le mie sorelle.
Scrivevo in un forum di cucina, avevo tante ricette e molti mi chiedevano di aprire un blog tutto mio per poterle visionare più facilmente, ma mi sembrava davvero complicato, per me, che ero negata al PC.
Poi, alcuni amici, mi hanno fatto vedere il film “Julie & Julia” e a quel punto ho pensato che, avendo più di 500 ricette, era arrivato il momento di dargli una giusta catalogazione.
Ora, posso dire che mi diverte molto e poi mi sembra davvero importante portare avanti le proprie ricette, ma soprattutto, le ricette della tradizione, le ricette della mamma, della nonna….il foodblogger è come un diario culinario dove descrivere  i tuoi piatti ma anche i ricordi legati ad ogn’uno di loro e sapere che, al di la di un monitor, chi legge, riesce a sentire anche l’emozioni che provo, descrivendolo o ricordando il contesto, è davvero bello. E poi, io ho imparato tanto da internet, perché non mettere a disposizione anche le mie di esperienze!!

Quali sono i tuoi punti di riferimento in cucina, se ne hai, quali chef segui e quali tecniche utilizzi per la maggiore? Come interpreti quest’arte?

Sicuramente il mio primo riferimento in cucina è stata la mia mamma, lei è quella che mi ha dato le basi, lei, soprattutto, è quella che mi ha insegnato che in cucina ci vuole amore e che quella è la tecnica e l’ingrediente migliore. Poi, per il resto, è proprio istinto, fortunatamente, quando entri in questo meccanismo, arrivi al punto che, guardi 2,3 ingredienti e cominci a lavorare di testa e le idee arrivano. Mi piace, comunque, tenermi aggiornata, mi piace seguire certi chef in TV, comprare riviste di cucina, da cui prendere spunti e, soprattutto nella pasticceria, dove, devo dire, che si improvvisa poco, ma devi avere delle basi certe, per quello, amo e ammiro molto Luca Montersino, con il quale ho avuto anche il piacere di fare un corso vinto in un concorso culinario.
Cucinare è davvero un’arte, ma soprattutto un’emozione e io amo interpretarla in tanti modi: amo preparare i piatti della tradizione, i nostri bei piatti siculi, ma amo anche reinventali, magari presentandoli anche in maniera innovativa: mi diverte molto giocare con  gli abbinamenti e con la presentazione, del resto, prima si mangia con gli occhi, no?

Già è proprio vero, "si mangia prima con gli occhi" da lì infatti il nome del contest "Guarda che Buono". Daniela, hai qualche consiglio per chi, come te, cura un blog o vorrebbe aprirne uno?

Penso che sarebbe più opportuno che questa domanda si facesse a quelle foodblogger davvero brave e più esperte di me.
Alle volte mi capita di ricevere mail, con i complimenti e domande di chi vorrebbe aprire un blog ma non ne ha il coraggio.
Lo capisco, anche io ero così, ma penso che se si ha davvero qualcosa da trasmettere è giusto provarci, non è per nulla difficile. La cosa importante, secondo me, però, è che un blog non deve essere solo un posto dove scrivere la ricetta, di ricette, in giro, ce ne sono tante, un blog deve essere personale, deve dire qualcosa di chi scrive, in un blog devi raccontarti e raccontare ciò che c’è dietro una ricetta: un ricordo, un pensiero, una parte di te, anche senza scendere troppo sul personale.
Io, nel mio piccolo, cerco di farlo e spero di riuscirci..e spero sempre che, un giorno, le mie bimbe, ormai mamme anche loro, anzichè avere il tradizionale quadernetto della nonna con gli appunti di cucina, leggeranno il blog della mamma e, leggendolo, ricorderanno tutti i momenti in cui abbiamo pasticciato insieme in cucina, sporcandoci di farina, di zucchero a velo, di cioccolato...

sabato 6 ottobre 2012

Scatti in bianco nero: digitale o analogico


Alle volte mi scordo che, a parte fotografare il cibo, si può fotografare anche altro :-).
Sono sempre stata un'appassionata della fotografia, da quando Tommaso, a 18 anni o per il diploma, non mi ricordo più :-), mi regalo la mia prima reflex: quante foto ho fatto!!! :-)
Adesso le cose sono cambiate, una card ha preso il posto del buon vecchio rullino, ma siamo sicuri che è stato un miglioramento??? Effettivamente i lati positivi sono tanti:
  1. non devi spendere soldi del rullino;
  2. non da sottovalutare, per me che amo le foto in bianco e nero, si è sempre pronti a cambiare colore, mentre prima camminavo con 2 macchine fotografiche :-);
  3. sai subito o quasi, se la foto ti è venuta bene;
  4. puoi fare tutte le foto che vuoi tanto poi stampi solo quelle che ti piacciono
  5. puoi modificare con photoshop se la foto non ti è venuta proprio come volevi e puoi dare effetti anche se non hai dei filtri speciali
Difetti del digitale???
  1. non devi comprare rullino, quindi ti fai prendere troppo dalla mano perdendo l'effetto attimo fuggente;
  2. puoi cambiare i colori quando vuoi perdendo il piacere del bianco e nero cercato;
  3. sai subito come ti è venuta la foto......vuoi mettere, ma avete anche voi 40 anni o più??? Ma vi ricordate l'emozione (almeno per chi come me amava fotografare) di portare il rullino a sviluppare e poi la tensione di scoprire come fossero venute le foto, se avrebbero risposto alle tue aspettative, se erano venute tutte e tutte bene...io quando dovevo andare a prendere delle foto  o delle diapositive, non ci stavo sulla pelle!!! :-)
  4. puoi fare tutte le fotografie che vuoi ma poi non ne stampi manco una e magari finisci col non avere neanche una foto in giro dei tuoi bambini o qualc'una per sbaglio e magari scarichi le tante, troppe foto in un hard disk per conservarle gelosamente e finisci per perderle perchè quell'hard disk che tanto custodivi gelosamente, misteriosamente, non funziona più e ti vine quasi una crisi esistenziale, ti butti nella disperazione e vorresti pure ammazzare tuo marito per non averle conservato meglio :-/;
  5. puoi modificare tutte le foto e alla fine finisci per perdere la cognizione della foto naturale e quando vedi una bella foto, ti chiedi sempre se è frutto di un momento, di un attimo fortunato, della luce giusta, dell'inquadratura perfetta o di un abile manovra al computer.
Insomma, ma davvero stiamo percorrendo la strada giusta o dovrei riprendere la mia vecchia e cara Canon reflex analogica???? Io, quest'anno ho recuperato foto dei miei  del loro matrimonio di 50 anni fa e le foto erano perfette, come quelle dei loro viaggi, ma anche i nostri figli potranno recuperare i file delle nostre digitali o andanno perse nelle nostre memorie?????
 Vabbè, so già chì mi criticherebbe leggendo questo mio post, ma ecco le mie foto, un tuffo nel mio caro amato bianco e nero

Tetti toscani


Ormai, gli anziani, con la pensione che gli si dà, o chiedono l'elemosina o......


si inventano un lavoretto :-)


Sant'Elia






Matilde ha fame, è l'ora dell'allattamento :-/


"I buttigghi: a quarara"


Trapani



San Vito Lo Capo: siesta




generazioni a confronto: lezione di briscola








artigiano locale della creta


intermezzo musicale


luna piena


vi ricordate gli Espadrilles?????


Erice




E dopo questo tutto nel bianco e nero, vi avverto che la prossima ricetta sarà, invece, molto colorata; rosso, verde e bianca :-)!!!!

venerdì 5 ottobre 2012

Pomodorini confit



Oggi voglio fare una pausa, troppi dolci in questi giorni :-).
Voglio proporvi un classico....allora perchè proporlo se è tanto classico che in giro ce ne stanno a migliaia?? Ma perchè in questo mio piccolo mondo culinario, non ci stanno soltanto ricette originali e particolari di mia invenzione, ma anche ricette classiche e anche scontate, alle volte rasenti il banale che però hanno sempre un loro perchè e questa è una di quelle ricette: classica, banale ma davvero deliziosa!!! E poi, magari per noi è tanto scontata quanto per un altra persona essere nuova :-).
Questi pomodorini sono deliziosi mangiati in tanti modi, sopra una bruschetta, nella pasta, nella pizza, in un insalata, insomma si prestano a tanti usi, poi, vi farò vedere come li ho usati io ;-).
A me piacciono così:

INGREDIENTI
Pomodorini freschi e sodi
sale
zucchero
pepe
aromi vari (prezzemolo-basilico-mentuccia fresco, origano etc.)

Lavare i pomodorini e tagliarli a metà e sistemarli sulla placca del forno. Preparare gli aromi tagliandoli sottili, aggiungere olio, sale e pepe e irrorare con questo miscuglio i pomodorini. Finire con una spolverata di zucchero. Mettere in forno, ad una temperatuta di 100-120° fino a che si saranno seccati ma sempre morbidi.
Davvero deliziosi!!

giovedì 4 ottobre 2012

Tartellette alla panna cotta e amarene



Ebbene si, vi avevo avvisati che ce n'erano altre di ricette dolci :-), perchè dovete sapere che io sono come un vulcano a riposo, sarà la vicinanza con l'Etna :-), sto calma calma, buona buona, ma quando esplodo esplodo!!! :-)
Per adesso, sarà l'autunno, sarà non so chè, passo dall'apatia più assoluta, dove non mi va di fare proprio nulla tranne che stare "sparapanzata" nel divano, a momenti di grande creatività :-), ma nel giro anche di poche ore questo dislivello :-).
Allora, approfittando del momento di creatività e approfittando di quello che ho imparato al corso di Montersino, ho fatto un pò di dolcetti e devo dire che il risultato è stato ottimo per tutti :-).
Questo è uno dei migliori riusciti: gustoso e freschissimo!!! E, anche se un pò laborioso, lo ammetto, realizzarlo è stato davvero divertente soprattutto perchè, finalmente, ho potuto usare queste piccole formine di savarin, che aspettavano da tempo, trepidanti :-), e la new entry, il mio tanto voluto e finalmente avuto :-), dosatore a pistone di cui mi sono proprio innamorata: mi sentivo, nel fare queste tartellette, davvero una  allieva degna del grande maestro, anche se ho passato con lui poche ore, penso che ho imparato qualcosa!!! :-)

INGREDIENTI
Amarene sciroppate Fabbri
pistacchio di Bronte  in granella
cioccolato bianco 

Per la frolla al pistacchio 
250gr di farina 00
125gr di burro
100gr di zucchero a velo
50gr di farina di pistacchio
25gr di pasta di pisstacchi
45gr di tuorlo

Per il composto cheese cake
325gr di Philadelphia
95gr di zucchero
6gr di amido di mais
75gr di uova intera
45gr di tuorlo
15gr di panna
qualche cucchiaio di sciroppo delle amarene
vaniglia

Per la panna cotta 
400gr di panna
100gr di latte
75gr di zucchero
8gr di colla di pesce
bacca di vaniglia


Per la frolla
Lavorare nella planetaria, con il gancio ad uncino il burro con lo zucchero, unire i tuorli, la pasta di pistacchio e le farine, fino a che si formi un impasto compatto. Stendere la pasta tra due fogli di carta da forno (in modo che si raffreddi più velocemente e più omogeneamente) e farla riposare in frigorifero.



Per la panna cotta
Fare scaldare a fuoco lento panna, latte e i semi della bacca di vaniglia. Aggiungete lo zucchero nella panna ormai calda, far sciogliere bene e spegnere. Unite la colla di pesce ammollata e strizzata. Mescolate bene finchè la colla di pesce sarà tutta sciolta e filtrare. Mettere negli appositi stampini savarin, far raffreddare e mettere in congelatore. (Che bello il mio nuovo bel dosatore a pistone!!!!! L'ho proprio inaugurato nel migliore dei modi :-))


Per la cheese cake
Lavorare la philadelphia con lo zucchero, la vaniglia e l'amido usando usa semplice frusta a mano, per evitare che il composto prenda troppa aria. Unire le uova poco alla volta e i tuorli, mescolando sempre con la frusta e infine aggiungere la panna e lo sciroppo di amarene.
Prendere la frolla che abbiamo fatto riposare, rimpastiamola velocemente, stenderla e coprirci gli stampi. Versare il composto cheese cake e infornare a 170° fino a che non sarà cotto. Fate raffreddare bene la base con la cheese cake.



Composizione delle tartellette
Fare sciogliere il cioccolato bianco al microonde, poggiare i bordi delle tartellette sul cioccolato e poi sul pistacchio in grani. Sformare la panna cotta dalle formine, adagiarle sulle tartellette e finire con un'amarena sopra


 

Ed ecco, dopo tanto lavoro, si, devo dire che non è proprio uno dei dolcetti più facili e veloci da fare :-), le tartellette davvero speciali: dalla base croccante, al cuore morbido, dall'esterno fresco a quel contrasto di gusto deciso dell'amarena!!!





mercoledì 3 ottobre 2012

Meringhe a sorpresa



Lo so, sono davvero pesante, quando ho partecipato al concorso di "Atmosfera Italiana" ho postato tante ricette con la pasta :-), ora invece vi tocca questa: la "sagra dell'amarena" visto la mia partecipazione al concorso Fabbri  :-).
E che dopo 40 anni di non mangiarne, ora che ho scoperto che sono davvero buone, mi sto sbizzarrendo e mi vengono tante idee golose che ho già quasi finito il vaso :-), quindi, vi avviso di già che questa è la seconda di una lunga serie :-), quindi munitevi di santa pasienza che ne vedrete delle belle, anzi, di golose!!!!
Questa è una delle più semplici, ma voi che amate le meringhe e le amarene, come mai non ci avevate mai pensato???? :-)

INGREDIENTI
200gr di albume meglio se invecchiato
400gr di zuccero semolato meglio se Zefiro
succo di mezzo piccolo limone
vaniglia liquida
amarene

Non sto a dire sulla meringa perchè è davvero un mistero come, una preparazione fatta di soli 2 ingredienti principali, possa essere così semplice ma così complicata: o viene troppo croccante o viene troppo morbida dentro, o viene scura o floscia...insomma, la riuscita della meringa, secondo me, è solo merito della fortuna che avete :-).
Comunque, questa è la mia preparazione, la più vicina, tra quelle che ho provato, alla perfezione :-).
Mi erano avanzati questi albumi che sono stati in frigo 5 giorni, al momento di fare la meringa li ho tirati fuori per un paio d'ore, messi in planetaria e sbattuti a massima velocità, aggiungendo il limone e la vaniglia. Quando erano ben montati, ho aggiunto lo zucchero poco alla volta e ho continuato fino a che la meringa fosse ben lucida e soda (almeno 20-30 minuti). E' pronta quando alzando la frusta rimane la scia di meringa ben ferma e che non scende, immobile :-).
Mettere la meringa nella saccapoche con la bocchetta liscia e fare delle meringhe nella carta forno, infilarci dentro un'amarena e coprire con altra meringa.
Infornare a forno a 80°-90° per circa 2 ore (se lo mettete più forte tenderanno a scurirsi), lasciando nel forno una piccola fessura. Spegnere e lasciare le meringhe dentro fino a che non si siano raffreddate del tutto.
Ed ecco il risultato: tanto semplice e banale, quanto goloso e sorprendente ;-).